Il Tirreno

il caso

Ancora da perfezione la cessione della Porto Spa

Ancora da perfezione la cessione della Porto Spa

Atteso per oggi un comunicato chiarificatore del fondo d’investimento F2i E intanto i sindacati chiedono garanzie occupazionali per il futuro

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. La cessione al Fondo d’investimenti F2i della Porto Spa non risulta ancora perfezionata. Massimo riserbo da parte dei protagonisti, lo stesso Fondo F2i ha annunciato per oggi un comunicato stampa, ma l’impressione è che l’operazione abbia subìto uno stop. Resta da valutare - e se ne saprà qualcosa di più dal comunicato di oggi - se si tratta di una pausa di riflessione temporanea o se di una vera e propria rottura delle trattative. Quello che sembrava assodato nella giornata di ieri (anche da parte di testate specializzate di sttore) al momento non lo è più. Sulla questione, intanto, interviene anche la Cgil, con un documento congiunto della sigla di settore Filt e della segreteria provinciale. In merito alla cessione (da definire, come detto), e comunque sulle trattative, il sindacato sottolinea che «Tutto è avvenuto senza il benchè minimo coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nonostante lo avessimo più volte richiesto così come previsto dall’articolo sulle relazioni industriali del vigente contratto di lavoro. Non è ammissibile che il futuro e le scelte strategiche di un’impresa così importante per un intero territorio vengano messe a conoscenza delle organizzazioni sindacali solo tramite la stampa e non attraverso un confronto serio e la presentazione di un piano industriale. In un contesto lavorativo provinciale già di per se precario, siamo molto preoccupati per la tenuta occupazionale della Porto spa». E si aggiunge: «Tanto più che stiamo verificando la veridicità di voci che parlano di una volontà, da parte dell’Autorità portuale di dirottare tutte le merci rinfuse verso il porto di Marina di Carrara con un probabile decremento netto del personale impiegato, poichè la lavorazione di merci rinfuse (polveri e pietrisco) prevede il 50% in meno di occupati. Nel criticare le decisioni dell’azienda, ci rivolgiamo all’amministrazione comunale affinché svolga un ruolo da garante a tutela dell’occupazione del territorio, anche se avremmo preferito un maggiore protagonismo in una vicenda così importante per lo sviluppo del nostro territorio. Rinnoviamo con forza la richiesta di un incontro urgente che coinvolga l’amministrazione comunale, l’autorità portuale e la nuova proprietà», scrive la Cgil (sempre che davvero la nuova proprietà ci sia).A quanto risulta, il fondo d’investimento F2i era particolarmente interessato alla Porto Spa per gli asset di Porto Marghera, dove il gruppo che fa capo all’armatore Enrico Bogazzi è uno dei player più importanti; di riflesso, avrebbe rilevato anche il terminal tuttora in concessione alla Porto nello scalo carrarese e le quote di Area Spa. Rimarrebbe invece a Bogazzi il comparto dell’ex Mediterraneo. Non resta che attendere le prossime ore per conoscere i particolari e l’esito effettivo della trattativa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa