Il Tirreno

Alluvione bis, scatta la prescrizione per i lavori contestati a valle sul Carrione

Libero Red Dolce
Alluvione bis, scatta la prescrizione per i lavori contestati a valle sul Carrione

Erano indagati in 10 tra dipendenti della provincia, tecnici e professionisti. In aula il 20 giugno per il filone principale

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CARRARA. Si chiama "delitto colposo di pericolo" ed era il reato per il quale dieci persone, tra dipendenti della provincia, professionisti e imprenditori erano finiti a processo in un secondo filone dell’inchiesta relativa ai fatti dell’alluvione del 5 novembre 2014. Erano, perché ieri il gup Marta Baldasseroni ha disposto la prescrizione dei reati contestati per tutti gli indagati, su richiesta anche del pubblico ministero Alessia Iacopini.Il filone principale d’inchiesta, com’è chiaro, è quello relativo al crollo dell’argine di Avenza fu determinato dall’alluvione vera e propria. Anche lì su molti reati, eccetto il disastro colposo, è intervenuta la prescrizione e la prossima udienza in aula è fissata per il 20 giugno prossimo.

Dovrà cambiare il gup, Dario Berrino, per incompatibilità.Ma dal filone principale dell’inchiesta si era aperta questa seconda strada: Nel procedere nei controlli, la magistratura ha puntato i riflettori su altri punti critici emersi nello svolgimento dei vari lavori che pure si erano succeduti negli anni; altre alluvioni c’erano state anche nel 2011 e 2012. Era la provincia l’ente responsabile della gestione di quelle opere di potenziamento degli argini e di risistemazione dell’alveo.La procura aveva aperto due diversi fascicoli: uno relativo al disastro colposo, il reato partiva dal giorno del crollo dell’argine del Carrione; l’altro, quello che si è discusso in aula ieri, era relativo alla parte non crollata, con l’accusa che ci fosse un pericolo di crollo per via dei lavori effettuati.

La prescrizione è dovuta al fatto che tutti i fatti commessi sono antecedenti il 2010. Come parte civile si era costituita soltanto la provincia di Massa-Carrara.Gli indagati complessivi erano dieci: Franco Del Mancino, Stefano Michela, Gianluca Barbieri, Diego Tognini, Giulio Alberti, Marina Rossella Tongiani, Angelo Marando, Amilcare Dal Pino,Giorgio Belloni, Giovanni Menna.Oltre al delitto colposo di pericolo ad alcuni di loro veniva contestato anche il falso ideologico in atti pubblici e la frode nelle pubbliche forniture. Anche questi due reati sono andati prescritti.Durante i mesi di indagini preliminari, sono state effttuate diverse perizie, sia del Ctu della procura che di vari periti di parte.

Già da tempo comunque l’impressione, anche a giudicare dai periodi a cui si riferiscono i lavori contestati, alcuni, come detto, risalgono anche a nove anni fa, era che dal punto di vista penale, su questa tranche dell’inchiesta nata dall’alluvione del 2014 incombesse la prescrizione. E la decisione del giudice ha effettivamente confermato quello che, dal punto di vista giudiziario, sembrava scontato dovesse accadere.Rimane l’altro filone del processo, nel quale compaiono come indagati alcune delle persone interessate dall’udienza di ieri. In quel caso il reato contestato, il disastro colposo perché ha tempi doppi di prescrizione rispetto agli altri reati.

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di Redazione web