Gioco
Il telefono squilla e tanti turisti disdicono. I campeggiatori: non usiamo acqua di pozzo
La paura di un effetto panico tra i vacanzieri: «La situazione è rimasta quella di sempre, qui i pozzi sono sigillati»
MASSA. Anni fa sopra alcuni di quei pozzi inquinati sono state costruite delle casette, come a volerci mettere realmente, ma anche simbolicamente, una pietra sopra. Altri, invece, tutt'oggi hanno sigilli visibilmente ossidati. Dalle parti della Partaccia fra i campeggiatori il desiderio diffuso è quello di mostrare che la salute dei turisti e di chi lavora in quella zona, è tutelata. E che lo è da tempo. Marco Lucetti del campeggio “Il Sogno” e Matteo Tarabella del campeggio “Aurora” lo ripetono più volte e a chiare lettere: «le analisi della falda acquifera realizzate da Sogesid oltre a non svelare particolari novità non significano che la superficie è contaminata. Noi i turisti non li affossiamo sotto metri di terra, laddove si trova la falda. E da trent'anni utilizziamo l'acqua dell'acquedotto per docce e altro».
Il telefono durante l'intervista però continua a squillare. Le loro espressioni si fanno più buie. Le prenotazioni saltano. E l'atmosfera sulla costa è decisamente funerea, complice un cielo coperto che non dà segnali di schiarimento. «Ci chiamano, – spiega Lucetti – e rassicuriamo che la situazione non è cambiata rispetto all'anno scorso. Ahimè», precisa con un certo amaro in bocca. La situazione è rimasta invariata rispetto allo scorso anno, e a quello prima ancora. E tanto dovrebbe bastare a tranquillizzare gli animi. Ma a quanto pare non è così.
«Benvenga questa presa di coscienza – continua l'uomo - ma noi siamo tra le vittime», spiega.
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Sono 32 i campeggi che si trovano nel Comune di Massa. Poi ci sono circa 500 lavoratori. Contratti già firmati, a tempo determinato, con la speranza poi di poter ottenere la disoccupazione. E così di anno in anno per questo Comune in depressione occupazionale. Le presenze turistiche del settore rappresentano il 60% di quelle che mediamente vengono registrate ogni anno. Circa due terzi delle tasse di soggiorno che vengono versate.
«Sono stati rilevati alcuni valori che eccedono, ma sono minimi, e riguardano residui antiparassitari. Altri punti in cui sono state fatte le analisi sono tutti verdi. Certo sotto la Montedison, la Rumianca, le analisi sono diverse. Ma non riguarda in maniera estesa questo tratto». Sforamenti che vanno ad aggiungersi al problema del divieto di balneazione che da settimane mette in discussione anche la salubrità dell'acqua del mare. «Stiamo aspettando le controanalisi di Arpat, entro 48 ore dovrebbero arrivare». La stagione si gioca lungo un filo intricato di numeri e valori. Poi c'è un filo fatto di persone che vivono in equilibrio tra diverse frustrazioni. Spesso, inoltre, in contrasto le une con le altre: il lavoro che viene a mancare, la salute che viene messa in discussione. A cosa dare la priorità? «Noi chiediamo da sempre un monitoraggio costante della falda, perché per noi prima viene la salute. Non è che qua lavoriamo e basta, ci viviamo. Siamo residenti. Se non c'è tutela dell'ambiente, non c'è la salute. E non ci può essere nemmeno il turismo». —
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