La manifestazione
Idea commissione speciale «E servono controlli al Noa»
massa. «Sarà un caso, ma il fatto che la Regione Toscana con in testa il Presidente Rossi, si sia attivata in questo modo sull’ inquinamento del nostro territorio, così a distanza ravvicinata dalle prossime elezioni regionali, mi preoccupa e non vorrei che dietro a tutto ciò vi sia, come al solito, una precisa strategia elettorale, anziché un vero e proprio interessamento per la salute dei nostri cittadini». Ci vede finalità politiche e non di interesse pubblico il presidente del consiglio comunale di Massa Stefano Benedetti nell’attività della Regione sulla falda inquinata.
« Altrimenti, non si capisce perché nei dieci anni precedenti la Regione Toscana ha omesso di interessarsi di un problema ormai trentennale come quello dell’avvelenamento del territorio dovuto principalmente alla presenza della Farmoplant e di altre aziende inquinanti. Se è vero che la legge obbliga gli inquinatori a risarcire i costi delle bonifiche, è altrettanto vero che molte aziende sono ormai chiuse ed in diversi casi fallite e che coloro i quali dovevano controllare ed agire non hanno fatto nulla per attivare l’iter per le bonifiche, anzi, gli amministratori locali, in modo del tutto inaccettabile si sono accontentati delle briciole che la Edison Spa ci ha vergognosamente versato a fronte di una transazione legittimata dalla giunta Pucci e avallata dal consiglio comunale di Massa. In pratica i danni subiti dal territorio e le presunte morti per cancro dovute all’inquinamento atmosferico e di falda, sono state risarcite solo con 700.000 miseri euro. Oggi, grazie al’ interessamento del sindaco Persiani e alla divulgazione dei dati da parte degli organi di informazione, siamo venuti a sapere che la falda è inquinata e che in determinate zone di Massa che vanno da via Martiri di Cefalonia verso Carrara, i livelli degli inquinanti sono talmente alti che può essere pericoloso anche utilizzare acqua di pozzo per lavare i vestiti in lavatrice».
« Nel merito, credo che sia indispensabile anche ordinare il divieto di coltivazione nelle zone ritenute a rischio, poiché nella maggior parte dei casi sono annaffiate con acqua dei pozzi. Credo sia necessario discutere sulla costituzione di una Commissione Speciale che insieme alla Commissione Ambiente, potrà approfondire questa delicata tematica a partire da quanto successo in passato, sia per quanto riguarda le responsabilità sui ritardi della bonifica, sia sui mancati risarcimenti dei danni subiti. L’ altra questione da verificare è l’inquinamento dei terreni dove sorge il nuovo ospedale poiché già all’epoca furono molte le polemiche sulle bonifiche e nel merito non si è mai capito bene se il terreno fu bonificato completamente oppure solo parzialmente. Una cosa è certa dopo la caratterizzazione del sito, l’Arpat individuo’ solo la presenza di idrocarburi vegetali e la Società Ambiente accerto’ invece, anche la presenza di pericolose sostanze inquinanti simili probabilmente a quelle individuate con le ultime analisi». —
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