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Un prof e artisti apuani sul set per il film di Luca Martinelli

Daniela Marzano
Un prof e artisti apuani sul set per il film di Luca Martinelli

L’insegnante della Taliercio Fulvio Fuina, il sosia di Mr. Bean Arnaldo Mangini e la poliedrica Clara Mallegni insieme per realizzare “L’uomo samargantico”

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CARRARA. Grande cinema in cantiere con Massa Carrara protagonista. Fulvio Fuina, professore alla Taliercio di batteria e strumenti a percussione con esperienza di cabaret (noto il suo personaggio del bigliettaio di Teramo) e partecipazioni in Rai, Italia 1, La 7; Arnaldo Mangini, comico professionista, clown e sosia internazionale di Mr. Bean con all’attivo produzioni in Rai, Mediaset e Sky; Clara Mallegni, poliedrica artista massese di successo che tra pittura, collage, scultura e oreficeria ha inserito anche questa prima esperienza di attrice; l’esperto di teatro Gianni Conti e il fonico di presa diretta Mirko Bugliani. Sono stati “tutti insieme appassionatamente” coinvolti nell’ultima fatica del regista versiliese Luca Martinelli (reduce dal successo del film indipendente “La notte che verrà”), dal titolo “L’uomo samargantico”, i cui set si stanno alternando in questo periodo tra Seravezza e diverse località apuane.

Nel ruolo della dott.ssa Panzerotti troviamo una fuoriclasse bolognese, Daniela Airoldi, famosa attrice, cabarettista e cantante italiana. Una carriera iniziata piccolissima allo Zecchino d’Oro, e poi proseguita in teatro e ultimamente nel cinema. Il grande pubblico la ricorda per la recente partecipazione al controverso film “Sono tornato” di Luca Miniero (remake del film analogo tedesco sul ritorno del duce in epoca moderna), ma nel suo curriculum figura una carriera ricca di esperienze importanti, sia in teatro con Alberto Lionello, che al cinema con Federico Fellini (ne “La voce della luna”) o in televisione con Fabio Fazio (“Jeans 2”). Tra queste anche interpretazioni come cantante (pluripremiato il suo “Omaggio a Edith Piaf”) e apparizioni in spot pubblicitari. «Il film di Miniero ha spaccato la critica – racconta – tra chi lo ha totalmente amato o detestato. E’ stato un film non capito in Italia (non a caso è stato molto apprezzato all’estero), non è stato compreso il messaggio di fondo e l’ironia con cui sono stati trattati temi decisamente forti come il fascismo. Con quel film uscivi dal cinema divertito ma anche con un senso di angoscia, perché molte delle cose dette in quel film sono cose che oggi la gente dice e pensa realmente».

«Lavorare con Fellini è stata un’esperienza unica. Allora c’era più umanità e, anche se era difficile arrivare direttamente al maestro, dopo tre minuti di provino con l’aiuto-regista mi trovai direttamente al suo cospetto. Fu sempre molto paterno con me e fu impegnativo perché lui non dava mai un copione con battute scritte, ma pretendeva l’improvvisazione dagli attori. Venni scelta probabilmente per la mia somiglianza alla Masina da giovane e mi ritrovai a mio agio a lavorare con Paolo Villaggio e Tonino Delli Colli, il più grande direttore della fotografia del cinema italiano. Si poteva solo imparare da personaggi di quel calibro».

Daniela Airoldi, ballerina mancata con studi linguistici alle spalle, però ha dato il meglio in teatro, specializzandosi in ruoli comici o quelli in cui poteva dare prova delle sue grandi doti canore: «Il teatro ora in Italia è in forte crisi. Si va in rimessa, sei sempre in giro per provini e spesso devi anticipare le spese. Ci sono poi settori particolarmente difficili da penetrare come i musical, un mio sogno nel cassetto. Mancano infine, come nel cinema, importanti ruoli femminili. L’importante è fare “tanta palestra” (il cabaret mi ha molto formato), essere flessibile e fare le cose per cui si è portati. E saperle fare bene». —
 

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