Il Tirreno

Strade ko e lapide dimenticata, la richiesta di aiuto di Forno

Strade ko e lapide dimenticata, la richiesta di aiuto di Forno

I cittadini del paese chiedono manutenzione delle vie e dei versanti montani. E lamentano l’incuria del monumento che ricorda le vittime del 13 giugno ’44

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MASSA.  Si avvicina la data del 13 giugno, ricorrenza della strage di Forno e l’area in cui sorge il monumento che quella strage la ricorda è abbandonata e pericolosa. Il 13 giugno è una data impressa nella memoria dei massesi e soprattutto di chi vive in montagna: molti, in questi giorni fanno visita a Forno e al monumento per ricordare, ma anche per verificare le condizioni del paese e del monumento realizzato dallo scultore Riccardo Rossi, in memoria dei fucilati della strage.

Lo storico Gian Carlo Bertuccelli ha raccolto alcune lamentele: gli abitanti, infatti, non si limitano a criticare la cattiva manutenzione, ma costruttivamente segnalano anche come fare per porre rimedio, sia per la decorosa sistemazione dei monumenti, sia per la messa in sicurezza delle strade. Lungo le vie, infatti, scendono a picco i versanti e la loro instabilità mette a rischio l’incolumità di chi su quelle strade transita. Per i cittadini la priorità è intervenire sulla frana proprio a fianco del monumento. Quindi chiedono un profondo intervento di pulizia a partire dal Ponte di Forno (bivio con la Valle dei Canali) e il monitoraggio della parte sovrastante la strada, per verificare la staticità del terreno, molto ripido e con massi in precario equilibrio. Molti residenti chiedono anche la pulizia della lapide che ricorda i monaci civili deportati dalla Farneta di Lucca e la messa in sicurezza dei tratti di parete in cui si evidenziano massi pericolanti. Richiesta, inoltre, di un restauro del monumento alle vittime della strage perché in parte i nomi dei caduti sono illeggibili.

Altra segnalazione è quella del cumulo di sassi che occupa il piccolo parcheggio ed ostruisce il passaggio ai visitatori. I cittadini chiedono anche che il monumento marmoreo a ricordo delle vittime sia segnalato da un cartello che riporti il significato dell’opera e ricostruisca quanto accaduto il 13 giugno 1944. A ricordare quel giorno è proprio lo storico Bertuccelli: «Era il 13 giugno 1944 quando Forno era in grande fermento per la festa di Sant’Antonio da Padova…..fiori profumati alla finestre, lungo le strade, il santo pronto in chiesa per essere portato in processione solenne nonostante che Massa fosse occupata dai tedeschi con il supporto di fascisti e repubblichini. Nessuno avrebbe mai immaginato ciò che avevano progettato le SS ed i camerati proprio per quella che doveva divenire una giornata tragica culminando con la cattura di donne, vecchi e bambini e rastrellando decine e decine di giovani che, fatti sfilare a gruppi fino all’oratorio di Sant’Anna, furono fucilati e fatti cadere nel greto del fiume Frigido. Fu il giorno in cui al Pizzacuto ( sperone di roccia davanti alla Filanda) cadde il comandante partigiano Marcello Garosi “Tito”. Questo pauroso episodio anticipava quello del 24 agosto a Guadine e quello perpetrato a Vinca, paese che vide morire anche donne e bambini talvolta bruciati col lanciafiamme nelle loro case». —

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