Finanza
«L’acquedotto è perfetto» E la Tenerani: nessun rischio
massa. Mentre Arpat e Asl chiedono di non fare allarmismi, perché «non bisogna confondere lo stato della falda con quello dell’acquedotto, che è invece sano ed eroga acqua controllata periodicamente, che può essere bevuta, e utilizzata per tutti gli scopi, alimentari, sanitari e ambientali» la presidentessa del consorzio Riviera Toscana, Itala Tenerani, in rappresentanza di una cospicua parte di balneari, spiega il funzionamento delle docce sulla spiaggia e l’utilizzo dell’acqua negli stabilimenti: «Da sempre abbiamo due possibilità: utilizzare l’acqua dell’acquedotto per tutti gli usi, dal lavaggio dei lettini, all’irrigazione, alle docce, o chiedere di utilizzare l’acqua dei pozzi. Nel primo caso - continua la Tenerani - l’acqua ci costa moltissimo, come è ovvio, ma nonostante questo, per stare più tranquilli, la maggior parte dei consorziati si aggancia all’acquedotto. Nel secondo caso, per aprire un pozzo e usufruirne, siamo obbligati a chiedere l’autorizzazione al Genio civile e a specificarne l’uso, se solo per irrigazione o anche per scopi alimentari e per le docce. Suppongo che qualora i consorziati utilizzino l’acqua dei pozzi artesiani sia perché hanno ricevuto un’autorizzazione. Viceversa, se quell’acqua era ed è inquinata, avranno ricevuto un rifiuto e si saranno organizzati di conseguenza». La presidentessa si impegna comunque ad effettuare una indagine tra i suoi consorziati, il cui stabilimento balneare insiste nel tratto di costa interessato dall’ordinanza del sindaco. «Sono sicura che sia tutto in regola e che nessun turista o cittadini abbia mai corso pericoli nelle nostre strutture. Spero questo episodio non faccia cattiva pubblicità della costa». —M.D.A.
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