Il Tirreno

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Codiponte, sarà finalmente restaurato l’antico ponte medievale

Marco Landini

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CASOLA. Torna alla luce, dopo secoli, l’antico ponte medievale di Codiponte. Una bellissima conferma che non era scontata, nonostante il progetto del 1874 lo lasciasse intendere.

Il ponte medievale di Codiponte, soffocato nel corso degli anni da interventi errati, fra cui un’asfaltatura pesantissima, è ancora integro nella sua struttura medievale che è tornata alla luce grazie ai lavori attivati dal Comune di Casola per il consolidamento antisismico della struttura.

Facendo un excursus nel passato, come relaziona il professor Fabio Baroni, noto storico lunigianese: «Nel 1148, papa Eugenio III confermava al vescovo di Luni la giurisdizione religiosa sulla “Plebs de Capite pontis”. In quel nome, si documenta come, a cavallo fra XI e XII sec. (il tempo di Matilde di Canossa) esisteva un ponte che dava, come Pontremoli, il nome a un punto strategico di passaggio del fiume Aulella da e verso, da una parte, il mare di Luni e il Mediterraneo e, dall’altra, verso Lucca, l’Appennino e le città padane, fino a Venezia e all’Adriatico. Un ponte su una via internazionale, diremmo oggi. Un ponte che stava “in capite pontis” , in capo al ponte (significato del toponimo “Co’di ponte”). In quel tempo e nei secoli del successivo Medioevo, molti ponti furono costruiti, in un’Europa che riprendeva a muoversi lungo le grandi strade, dalla Via Francigena, al Camino de Santiago, alla Via del Volto Santo, alla Via della seta. E nello stesso tempo in cui sorgeva il Ponte del Diavolo a Borgo a Mozzano, i ponti di Pontremoli, il Ponte Gobbo di Bobbio, luoghi strategici del Medioevo, sorgeva anche il Ponte di Codiponte. Un ponte che giustifica la ricchezza della Pieve, dove la presenza mercantile lucchese ha lasciato uno stupendo Volto Santo nel Trittico medievale.

Ma è tutto ancora da studiare. «Per ora, nella popolazione e in me – sostiene Baroni – c’è la felicità di aver ridato valore a un ponte che, a causa di interventi molto pesanti (argini e rinforzi delle pile a cemento, asfaltatura, abbassamento della siluette delle murelle e della Maesta) era onestamente un po’ banale e non più originale». Insomma per Baroni «un motivo di rilancio del mio paese di nascita, Codiponte, che mi rende orgoglioso. C’è già stato un incontro fra la Soprintendenza di Massa Carrara e Lucca e i tecnici del Comune di Casola per trovare le soluzioni più adeguate di restauro. E tutto procede. Personalmente mi impegno da subito a tenere una presentazione storica pubblica, una volta finiti i lavori, del ponte restaurato e della via internazionale che vi transitava sopra». —

Marco Landini

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