Il Tirreno

Acqua contaminata Nuovo divieto di balneazione alla Partaccia

Benedetta Bianchi

Bloccato un chilometro di costa, trovata escherichia coli I balneari: «Chiesto incontro in Comune senza successo»

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«Cosa sta succedendo?»: è sconsolato, amareggiato e incapace di trovare risposte Marco Lucetti, presidente di Ageparc, l’associazione campeggi, dopo la notizia del nuovo divieto temporaneo di balneazione in Partaccia. A distanza di una settimana dal precedente. Il sindaco Francesco Persiani ha firmato l’ordinanza nel primo pomeriggio di ieri, poco dopo i titolari degli stabilimenti balneari avevano già affisso il cartello.

E fino ai risultati delle controanalisi è nuovamente bloccata l’intera vasca, vale a dire circa un chilometro di litorale che comprende una quindicina di stabilimenti balneari. Breve e per nulla confortante la comunicazione arrivata ieri da parte di Arpat: «a seguito dei risultati sfavorevoli delle analisi effettuate sul campione di acqua prelevato in data 23 maggio 2019 presso l’area “Campeggi”, l’area è da considerarsi temporaneamente non idonea alla balneazione». La causa, anche questa volta, sono i valori troppo elevati – i risultati ufficiali si avranno solo oggi - di escherichia coli, il principale indicatore di contaminazione fecale, che causa nei bagnanti malesseri di vario genere. Lo stesso provvedimento era stato emesso solo una settimana fa, lo scorso mercoledì 15 e revocato venerdì 17, quando i valori di escherichia coli erano arrivati addirittura a 959 mpn (unità che conta la carica microbica di un campione) contro il limite dei 500 mpn consentiti dalla legge. Non sappiamo ancora di quanto sia lo sforamento dei parametri, Arpat ha emesso solamente il divieto preventivo a 24h dall'inizio delle analisi, evidentemente risultate già alte.

Per legge, infatti, i risultati ufficiali vengono diffusi dopo 48 ore, ma se già dopo 24 ore c’è un pesante sforamento dei parametri, allora in via preventiva ne viene data comunicazione al sindaco in modo da consentirgli di emettere l’ordinanza di divieto. «Dispiace molto, sono rammaricato ed è chiaro che la situazione dovrà essere approfondita perché se continuiamo così non va bene» ha dichiarato con poche parole il primo cittadino. E preoccupati sono anche i campeggiatori e i balneari, «anche e soprattutto per la salute pubblica dei cittadini» commenta con sconforto Lucetti. Non ne fa una questione economica, piuttosto un problema ambientale: «non so quale sia la causa, ma so che è scattato un altro divieto che comporta dei danni alla salute pubblica, danni ambientali e di immagine alla città e se questa è la prospettiva dell’estate allora è grave». Già dopo il divieto di balneazione della scorsa settimana, Lucetti aveva chiesto, assieme alle altre associazioni di categoria, un incontro con l’amministrazione comunale, Gaia e Arpat, ma «nessuno ci ha invitato e se non si troverà la causa di tutto questo è un problema; qualcuno, a questo punto – prosegue il rappresentante dei campeggiatori - dovrà dare risposte alla cittadinanza perché una causa ci deve essere e noi, prima di tutto come cittadini, vogliamo sapere quale sia. Chi di dovere, deve farsi sentire».

Gaia spa, come già la scorsa settimana, ha escluso criticità o malfunzionamenti al depuratore Lavello 1 confermando che «lavora nella nuova configurazione potenziata, ma dopo gli interventi di ristrutturazione la biomassa si sta specializzando e adattando alla nuova situazione. In attesa del definitivo riequilibrio dell'impianto, il depuratore è seguito e monitorato dallo staff tecnico di Gaia e lo scarico è sottoposto ai cicli di disinfezione opportuna». —

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