Toscana
Ecco gli altri dati: in alcuni casi valori superati più di dieci volte
Concentrazioni medie più alte in punti diversi del territorio Rifondazione: «Chiediamo la chiusura coatta dei pozzi»
massa-carrara. Analizzando ulteriori rilievi fatti da Sogesid nella zona industriale, si trova conferma di quanto scritto mercoledì, anticipando in parte i dati che la società in house del ministero ha consegnato alle istituzioni, sulla falda : i veleni ci sono, sono di diverso tipo - metalli, qualche pesticida, solventi chimici- e soprattutto sono diffusi in modo disomogeneo su tutto il territorio.
E se ieri erano avevamo potuto dare un’occhiata a una serie di pozzi, poco più di 40, perlopiù concentrati nella zona di Avenza, i numeri che forniamo oggi cercano di dare uno sguardo più ampio, anche se decisamente incompleto, sul resto dei pozzi analizzati negli scorsi mesi. Va ricordato che si tratta della prima tranche di analisi effettuate da Sogesid, nel periodo tra novembre e dicembre. Nuove analisi inizieranno nei prossimi giorni, il tutto con il fine dichiarato di calibrare al meglio l’intervento di bonifica che sarà poi effettuato nell’area Sin/Sir e per il quale la Regione ha stanziato quasi 20 milioni di euro.
Nella zona di via del Patriota, a Massa, si registrano superamenti importanti del manganese che qui ha una concentrazione di 260 microgrammi per litro, con il limite fissato al 50. E altri sforamenti importanti di metalli si registrano in un pozzo in via Massa Avenza, sempre nel territorio massese, dove il ferro ha un concentrazione di 1466 microgrammi per litro (limite a 200) e il manganese, ancora, di 960. Lievi sforamenti anche di Arsenico. In un altro pozzo in via Massa Avenza il ferro invece ha una concentrazione ancora più alta, di 3135 microgrammi per litro, ma qui vanno fuori limite anche le rilevazioni per un alifatico clorurato cancerogeno, il cloruro di vinile, che ha un concentrazione di 17 microgrammi contro il limite di 0,5 stabilito dal ministero dell’Ambiente.
In un altro campione di via Massa Avenza è invece la sommatoria organoalogenati a superare di poco il limite di 10 microgrammi stabilito dalla legge.
Altri veleni, come il tetracloroetilene, sono invece presenti in quantità oltre i limiti in un pozzo di via Lavello, in uno in via Cucchiara e un altro in via Bozzone mentre in un campionamento in via Fattoria tornano valori di quasi 15 volte superiori nella presenza di ferro nella falda analizzata.
Anomalie, sempre legate al tetracloroetilene, anche in un pozzo in via Campeggi, a dimostrare una volta di più, casomai servisse, di una situazione complicata della falda a macchia di leopardo. Con sforamenti diversi, per diverse sostanze, con un andamento irregolare e a spot.
In un pozzo esaminato dai tecnici in via Silcia è ancora molto superiore a quanto stabilito la presenza del ferro, oltre mille microgrammi per litro. Più contenuti gli sforamenti nella zona campeggi, anche se qualche valore oltre il limite per singole sostanze viene segnalato anche qui.In zona di Marina di Carrara, in viale Verrazzano, altro pozzo valutato e qui il boro è oltre la soglia di contaminazione con 1515 microgrammi per litro (limite a 1000). Al confine tra i due territori, in via Dorsale, valore record per il ferro in un pozzo: 18500 microgrammi per litro, completamente fuori soglia anche il manganese, con un limite a 50 microgrammi per litro, e una concentrazione locale di 2224 microgrammi per litro. Altissimo qui anche il dato dell’arsenico: 64 microgrammi per litro. Dovrebbe essere uguale o inferiore a 10 microgrammi.
Dura nota di Rifondazione Comunista a commento dei dati: «dopo l'abbandono del territorio da parte di quelle aziende che dagli anni 60 nella nostra zona industriale hanno disseminato le peggiori sostanze chimiche, oggi abbiamo la conferma dell'assenza negli ultimi 30 anni delle istituzioni, nazionali e locali. Ci avevano prospettato che il Sin avrebbe salvato tutto e oggi ci accorgiamo che così non è stato e che anzi si è tenuto sotto terra quello che si sperava sparisse ma che invece è la causa di tumori, dei peggiori. Non ci fa stupore il picco di sforamento di alcune sostanze in alcune specifiche aree, ci fanno paura molti medi sforamenti. Benzene abbinato alle leucemie, manganese legato molto probabilmente al morbo di Parkinson, cromoesavalente tra le sostanze più cancerogene. Ma messe assieme, ingerite assieme, qual è l'effetto?», si chiedono polemici. Critiche anche sulla gestione dei dati: «Avremo sperato che le amministrazioni di Carrara e Massa che venute a conoscenza di tutto questo avessero reso pubblico quanto è stato analizzato. Invece hanno i dati completi dallo scorso Marzo, inviati da Arpat, e tutto questo è rimasto in un cassetto, nel silenzio totale.
E avanzano una serie di proposte: «chiediamo che si proceda alla chiusura coatta dei pozzi, residenziali e industriali, per la salute di migliaia di persone abitano e lavorano nella zona. Si proceda nell'immediato alla bonifica del canale Lavello con il progetto approvato dal Ministero dell'ambiente nel 2010 e mai realizzato. Si preveda poi un accordo con Gaia affinché i residenti della zona possano sopperire alla mancanza di utilizzo dei pozzi attraverso una riduzione delle tariffe applicate. E si faccia un’analisi epidemiologica». —
Libero Red Dolce
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