Crollo dell’argine del Carrione, un’udienza choc Prime prescrizioni e giudice incompatibile
Resta solo l’accusa di disastro colposo, decadono i reati di falso e frode in pubbliche forniture. Un patteggiamento ad 1 anno
CARRARA. È il 5 novembre del 2014 quando l’argine del Carrione si sbriciola come un biscotto nel caffellatte e il fiume “invade” Marina. Ieri mattina, quasi 5 anni dopo, la prima svolta nella vicenda giudiziaria per il cedimento di quell’argine. Svolta non soltanto perché uno degli indagati, Giulio Alberti, direttore del cantiere dove avvenne il crollo, patteggia davanti al gup. Non soltanto perché dopo quel patteggiamento il giudice dell’udienza preliminare riconosce la sua incompatibilità ad esprimersi sull’eventuale rinvio a giudizio o archiviazione per gli altri indagati. La svolta c’è perché il gup dichiara, in sede di udienza preliminare, appunto, l’avvenuta prescrizione di tutti i reati (falso e frode in pubblica fornitura), fatta eccezione per quello di disastro colposo. In caso di rinvio a giudizio, è da quella accusa - e solo da quella - che gli indagati saranno chiamati a difendersi a processo.
Il 23 maggio in udienza preliminare, l’avvocato Dino Del Giudice concorda con il pm il patteggiamento per Giulio Alberti, suo assistito. Ma prima di quel patteggiamento è lui a chiedere al gup Dario Berrino che sia formalizzata la prescrizione degli altri reati contestati. E il giudice la richiesta l’accoglie dichiarando la prescrizione per il falso e la frode in pubbliche forniture: il patteggiamento di Alberti, ad un anno con sospensione della pena, c’è ma per l’unico reato non ancora prescritto: il disastro colposo. Prescrizione dunque e non soltanto per Alberti, ma anche per gli altri indagati a cui falso e frode venivano contestati dal pubblico ministero.
Ed è proprio il patteggiamento a far scattare un’eccezione, sulla compatibilità del gup: il giudice si è già espresso - è la ratio - non può farlo quindi anche sugli eventuali rinvii a giudizi. Il gup Dario Berrino quell’eccezione che lo riguarda in prima persona la accoglie e formalizza la sua incompatibilità: il fascicolo passerà nella mani di un nuovo giudice e sarà il nuovo giudice ad esprimersi durante la prossima udienza preliminare fissata per il 20 giugno. Il 23 maggio, in ogni caso, prima della pronuncia di incompatibilità, si sono costituiti parti civili il Comune di Carrara e la Provincia (entrambe rappresentate dall’avvocato Adriano Martini) e alcuni privati.
Gli avvocati degli indagati hanno sollevato alcune eccezioni su quelle costituzioni e se Dino Del Giudice ne ha sottolineato la tardività spiegando che la richiesta di costituzione avrebbe dovuto essere formalizzata in sede di prima udinza preliminare, Roberto Iacopetti, che assiste Franco Del Mancino, progettista e direttore dei lavori sull’argine, ha sottolineato che la Provincia ha già avanzato una richiesta contabile, portando la questione di fronte alla Corte dei Conti. Eccezione non accolta dal giudice: la Provincia, come dicevamo, si è costituita parte civile. Parte civile, ma anche responsabile civile insieme alle ditte che fecero i lavori.
Per il crollo dell’argine del Carrione, nel novembre del 2014 rimangono indagate 5 persone. Si tratta del geologo e dirigente della Provincia all’epoca dei fatti Gianluca Barbieri, della responsabile del servizio patrimonio dell’ente Marina Rossella Tongiani, del titolare della ditta costruttrice Elios srl di Aulla, Diego Tognini. E ancora: Franco Del Mancino, progettista e direttore dei lavori dell’argine e Stefano Michela, ex dirigente alla difesa del suolo della Provincia. La prossima udienza preliminare, di fronte ad un nuovo gup ( dopo che ieri il precedente è stato dichiarato incompatibile) è stata fissata per il prossimo 20 giugno.—
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