Sicurezza
«Siamo una squadra pazza, possiamo farcela»
Davide Ratti da calciatore a super tifoso: il mio rammarico? Non avere incontrato nella mia carriera un mister come Baldini
Dal campo agli spalti. Con gli stessi colori, quelli giallo azzurri della Carrarese. Con quei tifosi (tra cui tanti amici) che prima gli cucivano addosso un coro pensato ad hoc, e con cui ora canta e viaggia seguendo la Carrarese di Silvio Baldini in casa e in trasferta. Un talento cristallino, ricordato da tutti gli appassionati (e non solo), quello dell'ex attaccante carrarese Davide “Davidino” Ratti. Dici Ratti e pensi alle giocate e a quel derby contro lo Spezia (4-0, stagione 1993-1994). Stasera (mercoledì) sarà in curva ospiti.
Davide Ratti, come si vive l'attesa di partite così da tifoso?
«Non vedo l'ora sia domani sera (oggi, ndc); non passano più queste giornate, è un'attesa che stanca quasi».
Prima giocatore, oggi allenatore. Dal campo che effetto fanno certe gare?
«Intanto dico che è una partita che tutti vorrebbero giocare vista l'importanza. Io spero che i giocatori si facciano trasportare dall'entusiasmo. Sicuramente non sarà facile, l'Arena Garibaldi è uno stadio stimolante, bellissimo, ma non è mai semplice giocarci».
E quanto incide il risultato dell'andata?
«Vedendo la squadra, quelle che sono le nostre caratteristiche, non penso che cambi molto, ho sempre detto che, una volta passato il turno del girone con risultato secco, nei 180 minuti facciamo paura a tutti. Io comunque domenica ho visto una bella partita, una squadra che ha provato a vincere e mi è piaciuta tantissimo. Poi in molti parlano di equilibrio, ecco ho visto anche una squadra molto equilibrata».
Dal campo, dicevamo, agli spalti. Da Vercelli a Pisa? «Diciamo che più generalmente quest'anno ne ho perse pochissime. Comunque sì, ci sarò e Vercelli è stata un'emozione unica, veramente bellissimo. Anche per partite come queste dico che se ci facciamo trasportare dall'entusiasmo possiamo fare gol e mettere in difficoltà il Pisa. Siamo una squadra un po' pazza...».
C'è qualcuno tra gli azzurri di ora in cui ti rivedi?
«Ma forse in giocatori più tecnici, più rapidi, per caratteristiche posso dire calciatori come Tavano e Caccavallo, ma è difficile fare certi paragoni. Sicuramente posso dire che la forza di questa squadra è il gruppo. Ecco, un grande rammarico della mia carriera è quello di non avere trovato Silvio Baldini sulla mia strada da giocatore, perché mi sarebbe piaciuto farmi allenare da uno così. L'ho conosciuto dopo e posso confermare che mi sarebbe piaciuto lavorarci».
C'è un consiglio che ti senti di dare a chi scenderà in campo?
«Mister Baldini sa toccare le corde giuste, sono partite che si preparano da sole queste». —
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