Il dolore
Prof sospesa a Palermo solidarietà di Fermi e Rossi
Allo scientifico il collegio dei docenti scrive al Ministro: fatti così non si ripetano Un gruppo di ragazzi del classico: gesto fuori dal rispetto delle istituzioni
MASSA. Lo mettono nero su bianco. Con il carattere dell’ufficialità. Gli insegnanti del liceo scientifico Fermi si riuniscono in collegio, stilano un documento e lo votano a maggioranza (un contrario e due astenute). Quel documento, in cui esprimono solidarietà all’insegnante palermitana sospesa per due settimane, lo inviano alla professoressa, all’istituto “Vittorio Emanuele III” di Palermo in cui lavora, al Ministro dell’istruzione. La prof siciliana, Rosa Maria Dell’Aria, da 40 anni nella scuola, è stata sospesa perché non avrebbe vigilato sul lavoro di alcuni suoi studenti che in un video da loro realizzato, in occasione della Giornata della Memoria, hanno accostato la promulgazione delle leggi razziali al decreto sicurezza.
«L’intera vicenda - scrivono i docenti del Fermi - è di estrema gravità perché viola la libertà di espressione e di insegnamento garantite dalla Costituzione italiana, e perché mortifica la dignità umana e professionale della collega e di tutti i docenti impegnati nella formazione di cittadini consapevolmente partecipi della vita della comunità, in possesso degli strumenti culturali utili a comprendere e modificare la realtà. Il collegio ribadisce che la scuola della Repubblica ha il suo cardine nella libertà di insegnamento, inviolabile e costituzionalmente garantita, e nel diritto degli studenti di apprendere e rielaborare criticamente e creativamente le conoscenze; principi messi in discussione da quanto è accaduto. Quello che è accaduto ci allarma perché è la negazione del pensiero critico... dell’insegnamento del pensiero critico che riguarda il “come pensare” piuttosto che “cosa pensare”. Ciò che è accaduto ha il sapore amaro e grave della censura e necessita quindi di una presa di posizione chiara e netta. Si tratta infatti - proseguono gli insegnanti - di una svalorizzazione della professionalità docente ed un controllo sulle opinioni degli studenti mai viste, che ha il sapore di un atto intimidatorio inaccettabile. Il collegio esprime la solidarietà alla collega e agli studenti dell’istituto coinvolti, e chiede l’annullamento immediato dell’inaccettabile sanzione da lei subita, cui devono seguire scuse ufficiali delle istituzioni coinvolte. Chiede al Governo e al Ministro Bussetti di individuare i responsabili di quanto accaduto, garantire che azioni del genere non si ripetano». Posizione quella dei docenti del Fermi non lontana da quella dei colleghi dell’istituto Zaccagna di Carrara che per i fatti di Palermo esprimono «profonda preoccupazione».
Al liceo Classico Rossi a dire la sua è un gruppo di studenti. Riuniti ieri, come molti altri alunni in Italia, per leggere gli articoli 21 e 33 della Costituzione sulla libertà di espressione, stendono una nota in cui esprimono «solidarietà alla professoressa Dell’Aria, ingiustamente sospesa - scrivono - per “aver lasciato” che i suoi alunni tracciassero, all’interno di un video, costruito da loro, delle analogie tra leggi razziali e decreto Sicurezza. Un gesto che gli alunni hanno stigmatizzato, perché fuori dal rispetto di ogni istituzione, coinvolta anche la Digos, da quanto si legge, che ha interrogato gli allievi della classe, fatto che non fa altro che confermare “ironicamente” il collegamento dei ragazzi tra l’Italia di oggi e quella vittima della censura di quegli anni». —
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