«Costruzione sull’alveo» Arriva anche la polizia e interrompe i lavori
massa. A guardarla dal ciglio del canale, ieri mattina, la situazione nei pressi della foce del Magliano appare così: un uomo intento a rimuovere cartacce e rifiuti dall'alveo, mentre due operai innalzano un recinto di palancole. Una scena tranquilla per quanto assurda. In realtà la tensione, già intorno alle prime ore del mattino, c’è. E si palesa con l'arrivo della Polizia, intorno alle 12. Gianluca Giannelli, attivista del Wwf, lo ha annunciato: «I lavori nei pressi del canale Magliano, realizzati da un privato, stanno restringendo l'alveo». Il letto sul quale scorre il corso d'acqua, che da legge dovrebbe essere praticamente intoccabile. «Invece le palancole vengono piantate all’interno dell’alveo», sottolinea Giannelli. Che vede nel restringimento del privato una sorta di esproprio di un bene pubblico. E si appella alla legge Galasso del 1985 per una serie di tutele in fatto di beni paesaggistici e ambientali. E fra quelle tutele, una in particolare, impone un limite invalicabile alle edificazioni lungo coste e fiumi: «Invece qua si continua a cementificare in luoghi inviolabili. In questo caso da una “baracca” di legno e cartone - spiega l'attivista in riferimento all’opera a ridosso della foce, al termine del viale della Repubblica - è apparsa all’improvviso una costruzione. Poi stanno modificato la sponda sinistra con lavori di cui chiederemo una verifica agli organi competenti, essendo venuti in possesso di foto dei lavori in esecuzione».
I primi accertamenti sono stati fatti nei giorni scorsi dalla Municipale. Ieri, poi, l'arrivo della Polizia che ha temporaneamente fermato i lavori per accertare la validità delle autorizzazioni. E dalla protesta pacifica dell’attivista del Wwf, intento a pulire l’alveo, la questione si è allargata ad altri temi: lo svolgimento in sicurezza dei lavori e la mancanza di segnalazioni di un cantiere per realizzarli. Segnalazioni, solitamente cartelloni informativi, che avrebbero determinato anche la distanza obbligatoria che i cittadini devono mantenere dal cantiere. Una distanza che, allo stato attuale, non è stimabile, spiegano dal Wwf: «Il Wwf ha segnalato i lavori a Regione e Procura. Quando le alluvioni causano morte, tanti “paroloni” vengono spesi. Ma nel 2019 niente cambia riguardo lavori di cementificazioni e costruzioni pericolose lungo fiume: si continua a violentare e denaturalizzare ambienti naturali, in barba a vincoli idraulici, panoramici e bellezze naturali». I lavori sono stati fermati per consentire i controlli della Polizia. E nei prossimi giorni si potranno sapere i risvolti della vicenda: il Wwf annuncia una vera battaglia. — C.P.
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