Sicurezza
Centrali elettriche lungo il Taverone: c’è un no di Arpat Oggi la conferenza
LICCIANA NARDI. Stamani, alle ore 9,30 in Regione, si apre la Conferenza dei Servizi per affrontare la questione della contestata centrale idroelettrica – o meglio delle cinque centrali “i serie” che l’imprenditore Luigi Lorenzani intende costruire lungo il corso del torrente Taverone. È stata la presentazione da parte dello stesso Lorenzani di varie modifiche al progetto originario ad aprire l'iter per la Valutazione di Impatto Ambientale in sede di Regione Toscana. L’ appuntamento a Firenze è decisivo e squisitamente tecnico; ad esso a cui parteciperanno il geometra Marco Occhipinti e l'architetto Francesco Pedrelli, entrambi alle dipendenze del Comune di Licciana Nardi, il primo incaricato del settore edilizia e urbanistica, il secondo responsabile del settore governo del territorio. Con loro ci saranno la sindaca reggente di Licciana Nardi, Michela Carlotti, e il sindaco di Comano, Cesare Leri. A dare manforte alla loro battaglia contro la centrale idroelettrica, oltre al sostegno popolare e ad una copiosa documentazione tecnica, c'è ora anche un parere negativo, depositato recentemente, dell'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana (Arpat) sul progetto. Il niet dell'Arpat verrà fatto valere stamani in sede di Conferenza dei Servizi, durante la quale verrà, inoltre, presentata formale richiesta di indizione di una inchiesta pubblica ad hoc, come ha già chiesto Michela Carlotti lo scorso 8 maggio con una lettera indirizzata alla Regione Toscana.
Una storia travagliata quella del progetto della centrale idroelettrica, iniziata nel 2011 e proseguita a suon di carte bollate fino a oggi. E al tavolo che si apre oggi a Firenze per la Valutazione di impatto ambientale arriveranno anche le osservazioni dei cittadini, vertenti sul fatto che “il tratto di fiume interessato è fruibile, accessibile e utilizzato da sempre dalla popolazione del luogo e dai turisti” e che il Taverone ha “carattere torrentizio, quindi presenta diversi episodi di piena, che comportano l'accumulo di detriti rocciosi e di materiale vegetale trascinato dalla corrente, che va a depositarsi proprio lungo il tratto ove è prevista l'opera”.
Contro gli impianti per la produzione di energia idroelettrica sul Taverone si sono schierati molti degli abitanti della zona. Sono oltre 2milale firme raccolte in una petizione, sia coi classici moduli cartacei che online, per bloccare la realizzazione delle centrali. Gli oppositori si sono riuniti in un comitato spontaneo, decisi a fermare il progetto. Le preoccupazioni della gente sono tutte di carattere ambientale: l’opera infatti viene giudicata troppo invasiva, con effetti deleteri sull’ambiente e sulla conservazione delle specie animali e vegetali della zona. —G.U.
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