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Persiani: «Renderò pubblici i dati sull’inquinamento delle aree Sin e Sir»

David Chiappuella
Persiani: «Renderò pubblici i dati sull’inquinamento delle aree Sin e Sir»

Il sindaco prende l’impegno di fronte ai ragazzi del Meucci. E sulle analisi di Arpat: «Al lavoro sui problemi della costa»

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MASSA. «Dai risultati delle prime analisi ambientali eseguite dalla Sogesid nelle aree Sin e Sir emergono dati da prendere con cura, ma che secondo me è assolutamente giusto e doveroso divulgare. Anche perché qui a Massa, quando si parla di problematiche ambientali, c’è una certa difficoltà ad avviare un percorso veramente partecipativo». A dirlo è il sindaco Francesco Persiani, intervenuto al Teatro dei Servi per la presentazione del progetto “Dalla scuola al territorio”, che ha coinvolto i ragazzi del corso di scienze applicate dell’Istituto di istruzione superiore “Antonio Meucci”, a cui ha cooperato il Comune.

Il primo cittadino, dunque, è parso smentire seccamente coloro che nei giorni scorsi lo avevano accusato di non voler rendere pubblici i dati relativi al monitoraggio della falda Sin/Sir. «Ho già richiesto alla Regione di poter esaminare i risultati delle analisi -ha precisato Persiani- e farò altrettanto con la prefettura. Il confronto pubblico su questi dati avverrà subito dopo le prossime elezioni europee. Si tratta di un passaggio indispensabile per avviare il risanamento ambientale del nostro territorio». Il sindaco ha anche portato i saluti dell’assessore all’ambiente Veronica Ravagli, assente perché impegnata in un sopralluogo nella zona del Lavello. «Stiamo lavorando per risolvere il problema del divieto di balneazione scattato alla Partaccia dopo l’esito degli ultimi controlli svolti dall’Arpat, -ha spiegato Persiani- così da non pregiudicare l’inizio della stagione estiva». Ma i veri protagonisti dell’evento sono stati gli studenti del “Meucci”, artefici di quello che, più che un progetto, la preside Sonia Casaburo ha definito “un percorso di partecipazione da proseguire”, che, partendo dalle criticità del territorio, ha immaginato un futuro sostenibile, incentrato sulla tutela di ambiente e salute, attraverso pratiche di cittadinanza attiva. A ricostruire la storia della nostra zona industriale e della Farmoplant, a partire dalla “industrializzazione selvaggia degli anni ‘40”, sono stati gli alunni della classe 4B, soffermandosi su incidenti quali l’incendio del magazzino Mancozeb del 1980 e l’esplosione della cisterna Rogor del 1988, che portò alla chiusura della fabbrica di pesticidi. Gli studenti hanno evidenziato anche il problema legato alla mancata bonifica dell’ex stabilimento chimico, ricordando la presenza di “rifiuti tossici interrati al suo interno” e la grave compromissione della falda, che ancora oggi rendono la zona “una delle più inquinate della Toscana”.

Riccardo Ceccarelli, studente della classe 4A, dopo aver descritto alcuni metodi di bonifica, come la tecnica del “capping”, realizzata nello stabilimento Solvay Chimica Italia di Massa e quella di asportazione e sostituzione dei terreni inquinati, che sarà attuata in zona Tinelli, in cui è stata riscontrata contaminazione da mercurio, ha riferito una sua esperienza personale. «Durante le nostre uscite sul territorio -ha raccontato il giovane- io ed i miei compagni abbiamo visto diversi residenti in zona Tinelli che continuavano a coltivare ortaggi, nonostante sia in vigore ormai da tempo un’ordinanza che lo vieta espressamente, a causa dell’inquinamento del terreno».

Gli alunni della 4C sono invece tornati sulle conseguenze della gigantesca nube tossica provocata dall’esplosione della Farmoplant del 1988, ricordando che essa, oltre che da Rogor impuro sciolto in cicloesanone, era composta da altri veleni derivanti da termodegradazione, come anidride solforosa, anidride fosforosa, anidride carbonica, ossidi di carbonio e di azoto. «La nube -hanno ricordato i ragazzi- coprì un’area di circa 2000 kmq, da La Spezia a Viareggio. I suoi effetti sulla nostra salute sono evidenti ancora oggi, come dimostrano gli alti tassi di mortalità registrati a Massa-Carrara dallo studio epidemiologico Sentieri, coordinato dall’Istituto superiore di sanità. Sul nostro territorio, dunque, -hanno concluso gli studenti del “Meucci”- c’è un’emergenza ambientale e sanitaria che va risolta adesso e chiediamo ai nostri politici di farlo». Infine, è stato presentato anche il primo numero di “Antropocene.education”, rivista scientifico-divulgativa online della scuola, dedicato anch’esso ad ambiente e salute. —


 

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