Il Tirreno

la lettera aperta di una cittadina 

«A Cinquale s’impara a sognare, l’Enac intervenga e lo riapra»

«È un presidio dello Stato, lì si respira aria di passione» Il presidente: «Questa settimana Enac riceverà la nuova mappa degli alberi»

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Una cittadina invia una lettera aperta all’Enac chiedendo provvedimenti per la situazione di fermo attuale dell’aeroporto di Cinquale. «Vi chiedo due minuti del vostro tempo per portare alla vostra attenzione la paralisi che da 4 mesi coinvolge tutte le attività dell’aeroporto del Cinquale, salvo quelle del Pegaso. Voi non sapete cosa rappresenti questo luogo per tutti noi cittadini e per i nostri figli, vorrei cercare con poche parole di trasferirvi un sentimento forte di appartenenza che l’aeroporto ha costruito per generazioni, tutti noi in famiglia abbiamo le fotografie dei nostri nonni che ci portavano lì per tramandarci valori importanti, e noi a nostra volta ci portiamo i nostri bambini per continuare questa storia meravigliosa», scrive Enrica Gallo.

E racconta di un luogo dell’anima, ancor prima quasi che un posto fisico. «Questo è sempre stato un posto dove si respira nell’aria il senso del lavoro, della fatica, dello studio, della disciplina, della passione per il volo e della responsabilità, valori importanti oggi difficili da insegnare da genitori. In questo posto incontri lo stato in tante forme, le forze dell’ordine, la protezione civile, l’elisoccorso: migliaia di bambini hanno stretto forte tra le dita quella rete del parcheggio rimanendo con il naso all’insù per ore, coltivando la passione per il volo e sognando il loro futuro su un aereo o un elicottero dell’esercito italiano, della marina militare, della polizia o dei carabinieri».

«Migliaia di bambini hanno coltivato ammirazione e gratitudine per tutte le persone impegnate nelle emergenze. Signori, non c’è scuola al mondo che insegni tutto questo, qui per decenni si è insegnato con l’esempio, noi e i nostri figli abbiamo imparato tanti valori importanti da maestri d’eccellenza, tra le persone più valorose e coraggiose che ci siano nella nostra società. Vi prego, permettete all’aeroporto di continuare una funzione sociale fondamentale», chiude Gallo.

E qualche novità in effetti c’è, come spiega il presidente dell’Aeroclub Alberto Pellegrini. «Enac ha richiesto una mappa delle piante e noi entro la prossima settimana gliene forniremo una nuova, che abbiamo fatto eseguire in questi giorni. Ho l’impressione che l’ente ne abbia una sbagliata. Dopo che l’avranno ricevuta e valutata ci prepariamo per una nuova visita. Spero ci possano essere delle novità da questa cosa».

Scettico invece sul ruolo che sta giocando il Comune nella partita. «I privati attorno all’aeroporto hanno provveduto a tagliare le piante, il Comune no. Si rimbalzano la responsabilità tra uffici e non si riesce a cavare un ragno dal buco. C’è poi una questione pioppi: l’Enac li vorrebbe abbattuti, ma dal Comune ci hanno fatto sapere che non si può per via della nidificazione». —

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