Il Tirreno

un grande doppio ex 

Franco Cacciatori: questa squadra merita più rispetto

Luca Santoni
Franco Cacciatori: questa squadra merita più rispetto

«Le autorità devono fare il loro dovere, ma il Comune con le entrate che ha possibile che non risolva il problema?»

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CARRARA. «Questa volta sono tra l'incudine e il martello». A parlare è Franco Cacciatori storico ex portiere di Carrarese e Pisa. La carriera di Cacciatori è iniziata proprio con la maglia azzurra, che ha indossato dal '58 al '60, poi ancora a metà carriera nelle stagioni 1965-66 e infine è tornato nel 1973-74. Il numero uno carrarino ha giocato a Pisa, dove è ancora ricordato con grande affetto, dal '62 al '65 e nel campionato 1970-71.

«Il Pisa – ricorda Cacciatori - era una gran società e poi c'era quel pubblico favoloso che si vede ancora, con 5-6000 persone in curva. Il destino ha voluto la sfida contro questa fantastica Carrarese che grazie a Silvio Baldini e alla società sta meravigliando tutti. Abbiamo ottimi giocatori e soprattutto un Baldini che ci mette l'anima e il cuore. Lui ha riportato a Carrara il calcio, quello di una volta, che s'era perso. Ringrazierò sempre la Carrarese, perché sono nato con lei. Devo proprio ammetterlo: ho il cuore diviso. Vorrei che passassero tutte e due, ma non è possibile. E allora che vinca il migliore».

Cacciatori spiega che «la nostra squadra ha sempre avuto una grande tradizione ed è sempre stata importantissima proprio per il suo pubblico. Adesso però mi dispiace per i nostri tifosi. Venerdì mattina sono andato in piazza a Marina e all'edicola c'era una coda per i biglietti che arrivava fino alla chiesa. Nel 2020 siamo ridotti così?».

Ed è qui che esce fuori il Franco Cacciatori più sanguigno: «Ci vuole rispetto per le cose che piacciono agli altri, anche se non piacciono a loro», dice riferendosi all'Amministrazione. «Le autorità devono fare il loro dovere, ma si può firmare una deroga, per qualcosa di giusto. Perché il sindaco non firma? Ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma bisogna amare e rispettare la Carrarese, perché se non si rispettano le tradizioni e non si vuole bene alla propria città, allora siamo ridotti proprio male. È una situazione ridicola: una squadra professionistica come la Carrarese ha dovuto fare metà campionato fuori casa e l'altra metà con 1000 persone. Senza parlare del danno economico. Col Pisa ci sarebbero state minimo 5000 persone. Non sarebbero necessarie spese miliardarie. Non dovrebbe essere un problema per questo Comune, con tutte le entrate che gli garantisce il marmo. Dovrebbero solo avere rispetto di questi industriali, che si sono fatti carico di ricostruire la Carrarese dopo il fallimento. Stanno lavorando benissimo e in modo serio. Hanno portato un allenatore serissimo. C'è una società perfetta, precisa, forse mai così potente economicamente. Bisognerebbe dare a questa gente anche un po' di merito. Io ragiono così: bisognerebbe trovare la soluzione migliore per tutti. Soprattutto non si può dire che è un problema secondario. Non è certamente il più importante, ma è uno dei problemi che vanno risolti prima della nuova stagione», conclude Franco Cacciatori, che è anche il papà dell’icona del volley femminile Maurizia e di un altro sportivo, Manolo, commercialista e imprenditore, capace di giocare a discreti livelli sia a calcio che a pallacanestro. Il punto è proprio quello che segnala Cacciatori: comunque vada, non c’è altro tempo da perdere. —

Luca Santoni

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