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Carlotta Caponi di Più Europa: no a sovranismi e scelte anomale

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CARRARA. «Europa e Italia hanno bisogno una dell’altra perché devono progredire insieme e perché il nostro Paese è fra i fondatori dell’Unione. È un’alleanza dettata dalla storia pensata con il manifesto di Ventotene e non può essere messa in discussione né con i sovranismi né con scelte di convenienza di uno schieramento anomalo che oggi governa nel nostro paese»: così Carlotta Caponi, giovane imprenditrice di Assisi (37 anni, laurea in economia aziendale e già una lunga esperienza associativo nazionale e internazionale nel settore dei trasporti e della logistica) candidata di +Europa nella circoscrizione dell’Italia centrale, che ha incontrato a Carrara una folta delegazione di imprenditori, rappresentanti di associazioni di categoria ed elettori per parlare del programma della lista e della necessità di impegnarsi per cambiare in meglio l’Unione Europea ma con idee chiare. «Non sono una quota rosa, ma una donna che lavora in azienda e vuole rappresentare i bisogni dei cittadini e delle imprese, perché siamo convinti che l’Europa non è soltanto burocrazia ma rappresenta il nostro futuro che in economia deve puntare sulla sostenibilità e sul rispetto dell’ambiente per il quale occorre investire utilizzando al meglio i fondi europei, puntando su trasporti efficienti, realizzando la Tav che garantisce un abbattimento dell’inquinamento, investendo in infrastrutture moderne. Non possiamo assistere a scelte del governo che stanno bloccando progetti che consentirebbero di avere un paese più moderno e più competitivo”.

+Europa, che candida al parlamento europeo Carlotta Caponi, è l’alleanza progressista alla quale hanno aderito, assieme ad Emma Bonino, Socialisti, repubblicani, Radicali e Italia in Comune di Federico Pizzarotti e «gli elettori italiani, non possono dimenticare - ha sottolineato Carlotta Caponi – che viviamo in un paese che deve fare i conti ogni giorno con atti del governo e dichiarazioni dei suoi rappresentanti che vogliono approvare, nei prossimi giorni, un decreto sicurezza che prevede addirittura il divieto di “resistenza passiva” e di manifestare pacificamente». —



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