Il Tirreno

«Sono qui per i nipotini, mi sono messo in fila alle sette e mezzo»

Alessandra Vivoli
«Sono qui per i nipotini, mi sono messo in fila alle sette e mezzo»

Nonni, papà e tanta, tantissima gente in coda fuori dalle prevendite azzurre Fra entusiasmo e rabbia: ma quale maxi schermo, vogliamo stare sugli spalti

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I nonni sono tanti e sono qui, davanti all’edicola la Piazza davanti alla chiesa della Sacra Famiglia a Marina, dalle sette e mezzo. «I pensionati servono a questo»: scherza Giovanni Del Genovese. È arrivato da Bonascola, in coda a Marina per il genero e la figlia. E, dopo le 11 aveva i suoi biglietti in mano.

Una storia, tante storie. L’entusiasmo misto alla rabbia e alla delusione di chi il biglietto per Carrarese-Pisa non è riuscito a prenderlo. O chi per farlo ha dovuto attendere per ore, pigiato in coda, in piedi, fra nervosismo e, per fortuna, nessun momento di tensione. Sì perché tutti i tifosi che si sono messi in fila per i biglietti del derby, prima sfida nazionale degli spareggi per la serie B, sanno quanto è importante essere arrivati fin qui. Ma, proprio per questo, vorrebbero assistere all’impresa dal loro stadio. Nella loro casa. Il maxi schermo a CarraraFiere, idea (o “toppa” come dicono i tifosi) lanciata dall’amministrazione comunale per supplire al fatto che non ci sarà nessuna apertura parziale della curva nord, non piace proprio a nessuno.

«Noi qui da ore»

Per qualcuno quella di ieri mattina non è stata la prima coda, davanti alla stessa edicola, per lo stesso preziosissimo biglietto, quello di Carrarese-Pisa.

Marco Guastini, amegliese d’origine e carrarese d’adozione, all’edicola La Piazza era già venuto giovedì.

«Sono stato in coda un bel po’, poi ci hanno detto che era tutto rinviato al giorno dopo e, puntuale mi sono ripresentato. Alle nove ero già qui ma avevo un bel po’di gente davanti. Il fatto è che queste situazioni fanno male, io credo che dovevano fare le cose che c’erano da fare. E si sarebbe evitato tutto questo».

Alfredo Rossi tiene in mano un numerino (è l’84) e si gode il sole in piazza a Marina: la fila, poco prima delle 10 e 30 arrivava infatti ben oltre la porta d’ingresso. Ben oltre il marciapiede.

«E speriamo che i biglietti non finiscano prima, sarebbe davvero un bel guaio – dice Alfredo – Io di pazzie per la Carrarese ne ho fatte tante, vai un po’ a pensare che mi sarebbe toccata anche questa: contenderci i biglietti per la partita più bella. Se penso a quando, in cinque sulla mia Seicento, siamo stati a Savona: erano gli anni Settanta, vincemmo 3 a 1 e ci fu la promozione in serie C».

Accanto a Alfredo c’è Giovanna Ghirlanda. «Mio babbo nella Carrarese ci giocava, erano ancora i tempi della Fossa dei leoni – ricorda – Era Vitturin, il giocatore funambolo. La passione ce l’ha trasmessa lui: ora ci porto i nipotini, sono in coda anche per loro».

Tutti in “lista”

Dalla piazza Menconi a via Venezia. Un’altra prevendita e meno coda fuori. Ma non perché ci sia meno richiesta. «Qui sono venuti presto e hanno fatto le liste, così chi è al lavoro ha potuto delegare a un amico». Col biglietto in mano c’è un ex (e rappresentativo) giocatore azzurro, quel Davide Ratti capace di far lanciare ancora un coro, tutto in suo onore ai tifosi. «Il maxi schermo il sindaco doveva allestirlo una volta finiti 5 0 seimila biglietti. Diteglielo». –



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