Il dolore
L’ex capitano Mannini tiferà Pisa «Deve ripetere la grande impresa»
PISA. Il presente si chiama Pontedera e indossa la maglia granata. Ma nel passato, e nel cuore di Daniele Mannini, 35 anni, c’è il Pisa. In nerazzurro ha conquistato da capitano una promozione in serie B nella stagione 2015/16, con Rino Gattuso in panchina. Mannini è reduce da un’annata importante al Pontedera: partenza in ombra, poi sempre meglio. Il direttore generale granata Paolo Giovannini ha annunciato pochi giorni fa il prolungamento di Mannini fino al 30 giugno 2020.
«Ho accettato la proposta del Pontedera dopo averne parlato anche con la mia famiglia. Ho trovato un ambiente sereno, compagni eccezionali, non avevo motivo di lasciare la maglia granata», spiega Mannini.
Con Caponi e Vettori avete formato un tris di trascinatori. Il capitano ci sarà anche nella prossima stagione, Vettori rischia il salto nello staff tecnico. Il terzetto, in ogni caso, resiste...
«Sì, e questo mi rende felice. In una squadra dalla bassa età media come il Pontedera i giovani ruotano ogni anno, e quindi è importante che si crei un bel legame tra i più esperti. Ne beneficia tutto il gruppo».
Da leader a leader. Che capitano è Andrea Caponi?
«È il capitano giusto per il Pontedera, quello che più di tutti sente la maglia granata cucita sulla pelle. È perfetto, perché conosce la piazza e l’ambiente. Il Pontedera ha bisogno di un uomo squadra come lui».
La sua scelta è ricaduta sul rinnovo, ma le erano arrivate anche offerte da altre squadre?
«Non è importante, non mi interessa. Ho deciso di rimanere a Pontedera perché mi è piaciuto il metodo di lavoro della società e perché i termini del rinnovo a mio avviso sono quelli giusti».
Nella sua testa, naturalmente, ora c’è il Pontedera. Ma nel cuore c’è il nerazzurro. Come sta vivendo l’avvicinamento all’andata del primo turno nazionale dei playoff contro la Carrarese, in programma domenica allo stadio dei Marmi?
«Non ho visto molte partite quest’anno del Pisa, ma ho visto i risultati. Arrivano agli spareggi con una grande striscia di risultati positivi alle spalle, collezionati in campionato. Hanno tutte le carte in regola per fare bene».
Daniele Mannini, quindi, farà il tifo per il Pisa?
«Certo che sì, Pisa è casa mia e il Pisa è nel mio cuore, anche se ora sono un giocatore del Pontedera e do tutto per la maglia granata».
Che consiglio si sente di dare alla squadra in vista della doppia sfida che vale la semifinale per la serie B?
«Non sono io che devo parlare alla squadra, però posso dire che sarebbe sbagliato per il Pisa giocare pensando al fatto che ha due risultati a disposizione. Serve tanta cattiveria agonistica e il massimo della concentrazione. Mi auguro che vengano destinati più posti dei 600 attuali per i tifosi pisani che andranno a Carrara, perché se la situazione rimane questa molti saranno costretti a guardare la partita in tv».
Il ritorno all’Arena Garibaldi è un vantaggio per il Pisa?
«Il fattore ambientale incide, ma l’importante è che il Pisa usi la testa. Sbagliare una partita su due significa essere fuori dai playoff. Il Pisa dovrà stare molto attento alla Carrarese».
Lei sarà all’Arena mercoledì prossimo alle 20.30 per la gara di ritorno?
«Non lo so, può darsi. Spero che Pisa possa vivere un altro grande sogno e che la città si stringa compatta attorno alla squadra, anche se su questo non ho dubbi. Pisa in questi casi non delude”».
In casa nerazzurra i sorvegliati speciali sono Verna e Marconi , che il tecnico Luca D’Angelo farà di tutto per recuperare quantomeno per farli partire dalla panchina dove ci sarà sicuramente anche Liotti, mentre De Vitis si giocherà con Izzillo e Marin un posto da titolare. —
Tommaso Silvi
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