Il Tirreno

allarme rientrato alla partaccia 

L’Escherichia scende, revocati i divieti di balneazione

B.B.
L’Escherichia scende, revocati i divieti di balneazione

Le contro-analisi dell’Arpat dicono che l’acqua è tornata ok Tolti i cartelli nei 16 stabilimenti interessati. Ma resta da capire cosa ha causato l’inquinamento 

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massa. Scendono i valori di Escherichia coli nelle acque di Partaccia, tirano un sospiro di sollievo gli operatori turistici della costa apuana.

Le analisi di Arpat hanno accertato che la presenza di colibatteri è rientrata ieri nei limiti di legge e, quindi, che la balneazione è da considerarsi nuovamente idonea. Che, tradotto, significa la revoca del divieto di balneazione. Il sindaco Francesco Persiani ha emesso ieri mattina l’ordinanza n. 39/2019 a seguito della comunicazione da parte del settore Laboratorio –Biologia di Arpat revocando quindi il precedente provvedimento che impediva la balneazione nell’area denominata “Campeggi”, ossia circa un chilometro di mare comprendente sedici stabilimenti balneari.

L’ordinanza vietava temporaneamente di fare il bagno a: Bagno Fausto, Bagno La Cicala I, Bagno La Cicala II, Bagno Battelli, Bagno Filippo, Bagno Gelosia, Bagno Capitano, Bagno Vittorio, Bagno Giovanni, Casa per ferie Fas Cge, Lilly Mare, Colonia Regina Maria Immacolata, Casa per ferie Fiat, Fondazione Sacro Cuore, Cri, Don Bosco.

Dalle analisi dei campionamenti prelevati lunedì dall’Agenzia per la protezione ambientale era risultata una quantità di Escherichia coli tale da prendere provvedimenti per tutelare la salute dei cittadini. Erano infatti stati rilevati ben 959 mpn (unità che conta la carica microbica di un campione) contro il limite dei 500 mpn consentiti dalla legge. Con le nuove contro-analisi, i cui risultati ufficiali sono stati diffusi ieri, i parametri sono rientrati attestandosi a 305 mpn. Sono sempre rimasti entro i limiti, invece, i valori di enterococchi intestinali (52 mpn su un limite di 300 mpn).

Era apparsi fiduciosi il sindaco Persiani e l’assessore all’Ambiente Veronica Ravagli che avevano parlato di un miglioramento dei dati già nei giorni scorsi parlando di una situazione sotto controllo. Ora il punto è capire cosa abbia causato tale inquinamento e lo chiede anche Ageparc (l’associaizone dei campeggiatori) che, assieme alle categorie balneari, è a disposizione degli enti per trovare le possibili soluzioni. «Bene la revoca del divieto, ci mancherebbe che non sia contento – dice Marco Lucetti di Ageparc - il vero obiettivo però è capire cosa sia successo e secondo me, a questo punto, è importantissimo un tavolo con Arpat, Gaia e amministrazione comunale. Se Gaia ci dice che va tutto bene e l’assessore parla di piogge allora cosa è accaduto? Perché qualcosa deve essere successo e ci auguriamo non succeda durante la stagione». Inoltre Lucetti riflette sui prelievi e l’ampiezza di quella zona: « se c’è un punto di prelievo negativo di conseguenza si blocca una vasca intera quindi bisognerebbe valutare una suddivisione della vasca che, non dimentichiamoci, è di un chilometro o magari più punti di campionamento. Prevenire è meglio che curare». —B.B.

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