Il Tirreno

In tre morirono per l’amianto, a 90 anni rinviato a giudizio

Rubina Bon
In tre morirono per l’amianto, a 90 anni rinviato a giudizio

fu direttore dei cantieri di porto marghera dal 1971 al 1980 

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CARRARA. A novant’anni compiuti finisce a processo per tre dipendenti del Cantiere navale Breda, poi Fincantieri, di Porto Marghera (Venezia) morti a causa dell’amianto.

Rinaldo Gastaldi, residente a Carrara, è stato rinviato a giudizio dal gup Massimo Vicinanza per triplice omicidio colposo in qualità di direttore generale e direttore di stabilimento di Porto Marghera dal 1971 al 1980. Disposto il non doversi procedere per non aver commesso il fatto, invece, per Antonino Cipponeri, trapanese residente a Mestre, 80 anni, direttore nel periodo 1984-1988, e per Mario Bigi, triestino di 82 anni, che guidò lo stabilimento a partire dal 1988. Lo stesso sostituto procuratore Giovanni Gasparini ha sostenuto il non doversi procedere per queste due ultime posizioni, ritenendo che il periodo di direzione fosse troppo limitato rispetto all’arco temporale in cui i dipendenti erano stati assunti. Per Gastaldi, il processo si aprirà il 27 novembre.

I decessi degli operai - uno spirato all’ospedale di Piove di Sacco, uno a Venezia e il terzo a Dolo - risalgono al biennio 2011-2012. Da oltre vent’anni i tre avevano smesso di lavorare.

Ma le forme tumorali legate all’amianto, e in particolare il mesotelioma pleurico, hanno tempi di latenza lunghissimi. Uno degli operai aveva lavorato dal 1970 al 1990 come carpentiere a bordo delle navi. Il collega, invece, alla Cantieri Breda era stato assunto come disegnatore tecnico e collaudatore a bordo nave. Il terzo dipendente deceduto aveva operato come tracciatore a bordo nave e poi come impiegato tecnico con mansioni di manutentore. Per tutti, secondo l’accusa, il datore di lavoro - nella persona del direttore dello stabilimento - non avrebbe adottato i provvedimenti per limitare al minimo l’inalazione delle polveri d’amianto nel corso delle lavorazioni e non avrebbe informato adeguatamente i lavoratori dei rischi e della pericolosità per la loro salute. Rischi che, secondo la pubblica accusa, erano già noti all’epoca. Nei giorni scorsi, un caso analogo davanti al giudice per l’udienza preliminare che ha mandato a processo l’allora direttore della centrale Enel di Fusina (Venezia), anche in quel caso per triplice omicidio colposo legato all’amianto. —

Rubina Bon



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