Il Tirreno

la politica 

«Teatro chiuso, 6 milioni pronti ma non spesi: la città è bloccata»

C.F.

Attacco a tutto campo del centrosinistra che accusa la giunta di “fare solo spot” e di non avere fatto nulla sulla crisi del lavoro, l’urbanistica e sulla stagione estiva

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MASSA. Si scuote l’opposizione di centrosinistra e sferra un attacco a tutto campo all’amministrazione di centrodestra a trazione leghista guidata da Francesco Persiani. Il primo – di questa portata – dalle elezioni amministrative dell’anno scorso.

I consiglieri Stefano Alberti, Gabriele Carioli, Giovanni Giusti ed Alessandro Volpi del Pd; Uilian Berti di Mdp ed Elena Mosti (lista Volpi) “sentono” che è giunto il tempo di farsi sentire. E di dire a gran voce che «con un consiglio comunale svuotato della sua funzione di massimo luogo della discussione e della democrazia cittadina e trasformato in un silenzioso "votificio", le azioni di questa amministrazione le troviamo solo annunciate sui giornali». E dopo un anno dall’insediamento, dell’azione amministrativa «si ricordano solo “strabilianti” azioni: sbianchettamenti cartografici (cancellazione dal regolamento urbanistico dell'area di Ronchi Poveromo), crisi di giunta (defenestrazione a tempo record e senza spiegazione del vicesindaco Guido Mottini e assessora alla cultura Eleonora Lama), foto sui balconi, varianti urbanistiche per realizzare non si sa bene cosa nei parchi pubblici, decoro urbano a favore di selfie e a danno delle periferie e del turismo, tentativi di svendita del patrimonio storico (Casa socialista a Forno), tagli di nastri di opere fatte da quelli di prima; incapacità (vedere le dichiarazioni di Baratta durante il rendiconto) di utilizzare 6 milioni di euro belli pronti e disponibili in quel bilancio 2018, battezzato invece per mesi come una specie di colabrodo, l'eliminazione del linguaggio di genere dai documenti...».

L'ultima «perla» dell'amministrazione Persiani è, secondo il centrosinistra, «la messa in vendita della farmacia comunale di Via Zini. A che pro non lo riusciamo a comprendere, ma siamo sicuri che anche questa non è idea del sindaco. Vendono perché non sono capaci di gestirla o per qualche altra ragione meno chiara e meno etica? Di certo non vendono perché mancano i quattrini (non sono stati capaci di spendere quelli che c'erano per 6 milioni...) o perché non ci sia il personale visto che le assunzioni si possono fare».

E poi: «A che punto è l'iter del Regolamento urbanistico? Che idea ha l'amministrazione sui Ronchi Poveromo, Riva dei Ronchi e le Colonie? Dove sarà realizzato il distretto sanitario, quando verrà abbattuta la struttura del vecchio ospedale e quali linee strategiche, se esistono, porteranno avanti su Rete Ambienti ed Evam?»

Sulla crisi occupazionale, contesta ancora l’opposizione, «non esiste programmazione. Zero notizie su nuovi contributi per l'area di crisi complessa. Forse con il reddito di cittadinanza del governo gialloverde il tema del lavoro è passato di moda per questa amministrazione».

Ma non ci sono notizie neanche su comparti strategici come cultura e turismo con una stagione estiva alle porte e nessun programma, e con il teatro Guglielmi (in campagna elettorale è stato il cavallo di battaglia: “riapertura in 100 giorni”) chiuso senza che si capisca ancora a causa di chi . E ricordiamo di aver chiesto al sindaco in qualità anche di esperto di diritto se vi siano i presupposti per denunciare il comando dei Vigili del fuoco per il danno subito ingiustamente dalla nostra comunità». L’opposizione, insomma, s’è desta. —C.F.



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