Sicurezza
Lei decide di chiudere la storia lui la pedina e prende per il collo
massa. La costante della sua vita diventa la paura. Paura quando va a lavoro, paura quando sale in macchina, paura a dormire da sola. Così tanta paura che non ce la fa a vivere in casa sua, da sola, e chiede ai genitori di poter tornare da loro per sentirsi sostenuta, per avere la certezza che nessuno la segua, la spii, la pedini.
Sì perché il suo ex, dopo una storia iniziata con le migliori premesse, è diventato la sua ombra. Dovunque lei vada, lui compare. La segue passo dopo passo, le telefona. Di giorno e di notte. Fino a quell’episodio che fa deflagrare la situazione: lui la vede, la ferma, la strattona, le stringe le braccia con forza, la prende per il collo.
È allora che lei capisce che non è sufficiente dirgli “basta”, che è necessaria una svolta. È la denuncia a far scattare l’inchiesta: le indagini proseguono e ieri l’uomo, un massese di 52 anni, si ritrova, con l’accusa di stalking, di fronte a Marta Baldasseroni, giudice per l’udienza preliminare. E la gup decide il rinvio a giudizio: l’uomo, il prossimo 3 settembre, dovrà difendersi a processo. La donna, un’operaia di 38 anni, è rappresentata dall’avvocatessa Paola Dell’Amico, ieri sostituita in aula dalla collega Lara Balderi e, ad ora, non si è costituita parte civile.
L’odissea per la ragazza comincia quando la storia finisce: è lei, dopo un periodo travagliato, a mettere un punto. A decidere di interrompere la relazione una volta per tutte e lui la fine di quella storia non la accetta. Cerca la ex continuamente, le telefona e le manda un’infinità di messaggi: il cellulare della donna suona giorno e notte. Non solo contatti telefonici perché la pedina, la segue, l’aspetta sul luogo di lavoro. Tanto che lei a lavorare non va serenamente e chiede a suo padre di accompagnarla perché non si trovi, sola, davanti all’ex. Poi l’episodio scatenante: lui la ferma per strada, la stringe, l’afferra per le braccia, la prende per il collo tanto che la trentottenne decide di andare all’ospedale e di farsi refertare. È da quel momento che si apre la vicenda giudiziaria fino all’udienza preliminare di ieri e al rinvio a giudizio. —
Chiara Sillicani
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