Sicurezza
«Ho perso un dito, otto ore di intervento per riattaccarlo»
CARRARA. Un banale incidente domestico. Un dito amputato, la corsa in ambulanza prima e il volo in elicottero dopo per provare a “riattaccarlo”.
E, tutto, con un pensiero fisso: «La mia musica, la mia chitarra. Avevo paura di non poter più suonare».
A raccontare una storia di buona sanità è il cantautore apuano Renzo Cantarelli. Sessantacinque anni, un passato da chimico e una passione per la musica che lo accompagna da quando era bambino e che è la stessa che aveva suo padre.
Renzo comincia a raccontare quello che gli è successo sabato 4 maggio, mentre stava facendo dei lavoretti in casa. «Sono salito su una scala - dice- e questa mi si è piegata sotto amputandomi di netto il pollice della mano sinistra».
Momenti concitati e segnali positivi. «L’ambulanza è arrivata in tempi brevissimi - racconta - Hanno subito capito la gravità dell’incidente e così siamo arrivati a Cinquale da dove, in elicottero ho raggiunto il Cto di Firenze. Alle sei di sera mi sono fatto male, due ore dopo ero già in sala operatoria».
Sette ore di intervento, qualche complicazione, una nuova operazione e, lunedì il controllo che dovrà stabilire se il dito riattaccato è a posto o se sarà necessario intervenire di nuovo.
«Ho sempre pensato alla mia musica - afferma Renzo - E proprio la musica mi ha dato la forza: i colleghi che mi hanno incoraggiato dicendomi che la chitarra si suona anche senza il pollice, tutti gli amici che mi sono stati vicini. E il prossimo giovedì io riprenderò a lavorare al mio prossimo album, la band mi aspetta». —
A.V.
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