Italia
La nipote dell'operaio morto: "Un monumento in città alle vittime dell'amianto"
La proposta di Giulia Lazzerini, nipote di un ex dipendente Pignone, al sindaco De Pasquale. Il primo cittadino: «Appoggio la loro causa, ma l’offerta dell’azienda è buona»
CARRARA. Se le istituzioni non vanno all’amianto, chi porta l’amianto dentro di sé va dalle istituzioni. Così Giulia Lazzerini, nipote di Giancarlo, l’ex lavoratore Pignone che con la sua morte per carcinoma fu involontario campanello d’allarme per i lavoratori, ha incontrato il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale per chiedere un aiuto all’amministrazione. Due i punti chiesti: sostegno e supporto pubblico alla raccolta fondi per pagare le spese legali chieste da Bhge Nuovo Pignone e un monumento ai caduti dell’amianto, come quello proposto e approvato al consiglio comunale di Pistoia.
L’incontro, a porte chiuse, si è svolto lunedì e ieri è arrivata la risposta del sindaco. Che soddisfa la richiesta di un sostegno pubblico, ma lo fa con un equilibrismo democristiano che fa storcere il naso a chi si sarebbe aspettato una presa di posizione inequivocabilmente a fianco degli operai. Scrive infatti De Pasquale: «Ho incontrato Giulia Lazzerini insieme a Nicoletta Cervia, legale di un gruppo di ex operai della stessa fabbrica. Per molti di loro questa vicenda implica il reperimento di somme ingenti e, dal punto di vista umano, gettare sale su una ferita molto dolorosa e ancora aperta. Voglio precisare che già in precedenza, a inizio aprile, dopo una serie di articoli apparsi sulla stampa locale, la mia amministrazione aveva contattato l’avvocato Cervia per avere informazioni sulla vicenda e sulla raccolta. Subito dopo avevamo contattato i referenti dell’attuale proprietà per sollecitare l’individuazione di una soluzione che potesse andare incontro agli ex operai, ben consapevoli della difficoltà per molti di loro di reperire le risorse dovute, riscontrando fin da subito la disponibilità della società. Abbiamo mantenuto il massimo riserbo nella speranza di contribuire a una mediazione che potesse aiutare concretamente queste persone».
E rivendica il ruolo svolto dal Comune nel cambiamento di posizione di Bhge, che dalla richiesta del pagamento di 95mila euro, anche con esecuzioni forzate, ha proposto ai lavoratori una riduzione dell’80% della somma complessiva, con l’obbligo di destinare la cifra rimanente a tre Onlus di beneficenza, indicate dall’azienda stessa. «In effetti, grazie anche al nostro intervento, la scorsa settimana l’azienda ha avanzato una proposta che, per quanto non perfettamente corrispondente alle aspettative degli ex operai, riduce in modo considerevole i loro oneri, oltre ad avere l’indiscusso merito di destinare le risorse a delle associazioni benefiche».
De Pasquale però fa di più e invita a sostenere la causa. «Anche per questo sono convinto che la raccolta fondi “Davide contro Golia” debba essere sostenuta e promossa e dunque invito tutti i carraresi ad aderirvi, anche con piccoli contributi, in modo da far sentire a questi operai tutto l’affetto e la vicinanza della nostra città». Gli ex operai venerdì dovranno decidere cosa fare, se accettare la proposta di Bhge o portare avanti, a proprio rischio, la battaglia. Risulta difficile dire, alla luce di quanto dichiarato dal sindaco, che abbiano trovato un alleato vero e proprio, dato che De Pasquale spinge per la soluzione avanzata da Bhge. La stessa che gli operai a caldo definirono un modo «per farsi belli con i nostri soldi». —
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