Il Tirreno

Casa della Salute 

Distretto in zona Camponelli ma c’è anche l’ipotesi B

C.S.

La nuova struttura sanitariapotrebbe sorgere nell’area vicina allo sgambatoio e adesso adibita a parcheggio Le valutazioni sono in corso

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massa. Il sindaco Francesco Persiani parte da una premessa: «Il percorso è impegnativo, ma - alla premessa segue la puntualizzazione - quando la città vedrà il progetto del nuovo distretto sanitario, che ora è in fase di perfezionamento, ne sarà rassicurata». Perché - assicura il primo cittadino - quel distretto non eroderà un’area verde carissima alla città, il parco degli Ulivi, ma garantirà un efficiente polo sanitario, inserito in un contesto gradevole e senza impatti paesaggistici pesanti: «Capisco le perplessità, ma l’atteggiamento nei confronti della Casa della salute nell’area degli Ulivi è la conseguenza di un pregiudizio nei confronti della precedente amministrazione. Noi siamo un’amministrazione altra e diversa».

Poi i dettagli tecnici e una precisazione. Perché se l’area individuata ormai è quella in zona Ulivi, nell’ambito di quell’area l’ipotesi B c’è: «Stiamo facendo valutazioni sulla possibilità di realizzare la struttura nella piazza proprio accanto allo sgambatoio». Dove adesso sorge un parcheggio.

Dal punto di vista tecnico, il sindaco spiega che è in corso il confronto con Asl e con la Fondazione Pelù: «L’area individuata (proprio dietro la fondazione ndr) permetterebbe di creare un polo sanitario unico con ingresso da via Marina Vecchia. L’edificio, di 3 piani, per circa 3.000 metri complessivi, andrebbe ad occupare una porzione limitata dei circa 15.000 metri quadrati di area verde tra parco e sgambatoio. Nessuno ha intenzione di toccare il parco, piuttosto l’intenzione è di valorizzarlo, proprio per proteggere la struttura sanitaria ed inserirla in un ambiente gradevole». E a chi gli ricorda che costruire l’edificio significa gettare altro cemento in una città con molti palazzi vuoti, il sindaco replica: «Partire da immobili già esistenti richiede un esborso più alto. Nello studio di fattibilità, i tecnici dell’Asl hanno stimato che intervenire sull’ospedale vecchio richiederebbe circa 10 milioni di euro. Con una cifra così di distretti se ne fanno due, invece di uno. Non dimentichiamo inoltre che quella degli Ulivi è un’area di proprietà del Comune. Questo significa che il percorso per la realizzazione del distretto sanitario è più agevole perché non sono richieste tutte le procedure di acquisto o di esproprio di terreni. Inoltre - prosegue il primo cittadino - il regolamento urbanistico, per quella zona, prevede un’opzione sanitaria, quindi anche dal punto di vista urbanistico l’iter sarebbe più agevole. Il percorso è in fieri, ci stiamo confrontando con Asl e anche con Fondazione Pelù». Insomma, se sul progetto ci sono ancora aspetti da chiarire, pare che sulla zona in cui realizzare il distretto rimangano pochi dubbi. —C.S.

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