Toscana
«Una irragionevole colata di cemento», piano Stazione: no di Italia Nostra e Barotti
Bruno Giampaoli parla di “ingorghi perenni”in viale Carducci. Alternativa civica: facciamoci la Casa della Salute
MASSA. «Un’insostenibile colata di cemento sulla città», lo definisce Italia Nostra. «Un’operazione irragionevole, che congestionerebbe ancora di più il centro», lo bolla Andrea Barotti di Alternativa civica. È il progetto Stazione, ossia il progetto di riqualificazione urbanistica della zona della stazione che il sindaco Francesco Persiani e la sua giunta hanno recuperato dai piani lasciati dalle precedenti amministrazioni (di questa “riqualificazone” si parla ormai da decenni), hanno modificato, rivisitato e rilanciato. Un progetto ampio e ambizioso. 13 mila metri quadrati di superficie edificabile: 8. 374 di residenziale, 2. 184 di commerciale, 1. 260 turistico ricettivo, 1. 095 di direzionale e servizi e 268 di attrezzature di interesse pubblico. E ancora, 12.141 metri quadrati di verde, 5. 686 di viabilità e 9. 233 metri quadrati di parcheggi, vale a dire circa 400 nuovi posti auto. Il progetto prevede fra l’altro la demolizione del cavalca ferrovia, il prolungamento di via Minuto che andrà a innestarsi con la prevista rotatoria di via del Papino da dove dovrebbe partire la chimerica Variante Aurelia. E c’è anche l’idea di un albergo con 50 camere e di una galleria commerciale In tutto, oltre 6 millioni di euro di interventi da parte del Comune più una somma ancora imprecisata messa a disposizione da Rfi (Ferrovie).. «Un’ idea ad oggi ancora confusa, ma da cui emerge con chiarezza che questo “governo del cambiamento” si dimostra, nuovamente, dopo il caso del Parco degli Ulivi, più propenso a far spuntare pilastri anziché alberi”. attacca Bruno Giampaoli, presidente di Italia Nostra. Secondo l’associazione ambientalista dall’esame delle carte disponibili «emerge la grave insufficienza di spazi da adibire alla sosta; i parcheggi che verrebbero realizzati sarebbero occupati dalla clientela degli uffici, dei fondi commerciali, dai titolari dei negozi e dai loro dipendenti, dai nuovi residenti e per i pendolari il posto auto diverrebbe un miraggio».
Ma vi è di più: «Oltre 100 nuovi appartamenti in palazzi dagli 8 ai 15 metri sorgerebbero in spazi raggiungibili a mezzo viuzze, non ci sarà nessuna viabilità verticale mare-monti (Via Quercioli e Via Rinchiostra sono strade in cui passa un'auto alla volta), graverebbero di ulteriore traffico il viale Carducci che si trasformerebbe in un ingorgo. Non saranno certamente nuovi condomini e un hotel a ridare maggiore vivibilità al quartiere. Perché non possiamo immaginare di creare, invece, un polmone verde?Sarebbe bello se, per una volta, gli alberi vincessero»
Altrettanto critico è Andrea Barotti: anche il consigliere parla di parcheggi insufficienti, viabilità non adeguata e di una cementificazione con uffici, gallerie commerciali, un albergo, condomini prevista «come se in città non ci fossero alberghi chiusi, uffici, fondi commerciali e case vuoti».
Barotti e Italia Nostra rimarcano poi una “curiosità”: il trasferimento al Comune di un lotto, in zona Turano, «chiuso tra le case popolari ed attraversato dai cavi dell'alta tensione di cui è difficile capire l'utilità per la Comunità. Sarebbe assurdo – dicono – immaginare di costruire in quella zona i parcheggi per gli utenti della Stazione ferroviaria».
Anche per Barotti, poi, è forte l’impressione che siano state «sottostimate le criticità presenti e che vi sia il rischio di aggravarle». Come per il viale Carducci, «già oggi, sottoposto ad un intenso traffico veicolare e che qualora l'idea dell'amministrazione i realizzasse, diverrebbe un ingorgo perenne, basti pensare alle auto che, dalle stradine limitrofe, con l'edificazione di ulteriori palazzine e villette, si scaricherebbero sull'asse viario a cui dovrebbero aggiungersi le vetture dei titolari dei negozi, dei dipendenti degli esercizi commerciali, dei professionisti, della clientela e, ciliegina sulla torta, dei pendolari». Un progetto «irragionevole», conclude il consigliere comunale che trascura quella che lui definisce «una occasione irripetibile» per la Comunità ossia la possibilità di far nascere la Casa della Salute sulla proprietà delle ferrovie dello Stato. Tale scelta, sottolinea darebbe anche la possibilità di cerare un numero maggiore di parcheggi di facilitare gli anziani, agevolati dalla vicinanza del capolinea bus ; e di creare spazi verdi più ampi.
Una bocciatura senza appello, insomma, quella di Italia Nostra e Alternativa civica. Per l’amministrazione un “parere” di cui tenere conto. —
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