Il Tirreno

la vicenda 

Un commando di professionisti e l’evacuazione per l’esplosivo

C.F.
Un commando di professionisti e l’evacuazione per l’esplosivo

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tresana. È la notte del 19 luglio 2018 quando il giovane con due-tre complici, ancora ricercati, nonostante abbia l’obbligo di firma giornaliero a Bologna per analoghi reati, arriva in Lunigiana. All’una circa i malviventi rubano una Fiat 500 davanti a una villa a Villafranca. Alle 4,40 entrano in azione. Forzano con grossi arnesi in ferro lo sportello bancomat, introducono nella fessura di erogazione delle banconote la cosiddetta “marmotta” – un ordigno esplosivo artigianale ma potente, realizzato con polvere da sparo ricavata dai fuochi d’artificio – utilizzando una lunga spranga in ferro. La bomba ha due fili di 8 metri, collegati ad una batteria per l’innesco a distanza. L’allarme della banca suona da circa un minuto ma la cosa è solo un piccolo disturbo per il commando. Però, in zona è presente una pattuglia dei Carabinieri che ha ricevuto l’allarme dalla sala operativa dell’istituto di credito e che immediatamente si dirige verso la banca: è l’imprevisto che fa saltare i piani e che costringe i malviventi a darsi alla fuga. Tutto è ripreso dalle telecamere di sorveglianza (altre hanno già immortalato i banditi mentre fanno benzina a un distributore) ma i volti dei malviventi non si vedono mai.

I carabinieri temono che l’esplosivo sia ancora dentro al bancomat e per questo con urgenza fanno evacuare le abitazioni vicine. Pochi giorni dopo, ritrovano la 500 rubata, a pochi chilometri dalla Carige e lì trovano l’ordigno; viene quindi fatto intervenire nuovamente personale degli artificieri. Il commando, intanto, si è volatilizzato. Ma i carabinieri hanno una traccia, quella del calzino. E da lì con pazienti accertamenti, riscontri, intercettazioni, arrivano a identificare e arrestare uno dei banditi. Un risultato importante e non scontato, rimarca il colonnello Tiziano Marchi, comandante provinciale dell’Arma, «gli attacchi ai bancomat sono fenomeno frequente, queste bande sono pericoloso e agiscono da professionisti». —C.F.

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