Sicurezza
Marina tifosa e guerriera: «Allo stadio, poi mi opero»
Fuori dallo stadio di Pisa le si è bloccato il ginocchio: ha scoperto lì di avere un tumore alla rotula. I calciatori della Carrarese le regalano un gagliardetto
«Domenica allo stadio, per la prima partita dei play off della mia Carrarese sarò presente. In sedia a rotelle ma ci sarò». Marina Frediani, 32 anni, è una tifosa. Ma, soprattutto, è una guerriera. Domenica sarà in gradinata, allo stadio dei Marmi. Lunedì in sala operatoria al Noa dove dovrà subire un delicatissimo intervento chirurgico per asportare una massa tumorale al ginocchio. Lo ha scoperto poche settimane fa. E la Carrarese, anche in questo caso, ha avuto un ruolo importante. «Stavo andando alla partita, a Pisa, dove giocava la mia squadra del cuore, la Carrarese. Mi si è bloccato il ginocchio, all’improvviso. Non riuscivo più a fare un passo: i ragazzi del settore (il “mitico” 1908) mi hanno aiutato in tutti i modi: hanno fatto a togliere le transenne per farmi salire in macchina senza muovermi. Il ginocchio si è gonfiato a dismisura: ho fatto tutti gli esami, era un tumore, mi era finito sulla rotula, sennò non me ne sarei accorta e sarebbe stato peggio». Comincia fuori dall’arena Garibaldi l’odissea di Marina Frediani, 32 anni, una vita da tifosa, dell’Inter in serie A («grazie ai colori nerazzurri ho conosciuto mio marito Daniele») e della Carrarese, da quando di anni ne aveva quattro. «Al posto delle filastrocche recitavo i nomi delle formazioni della squadra azzurra - racconta - È un grande amore, nemmeno mio padre è tifoso come me, lui segue anche il ciclismo, io solo il calcio». Sul pullman dell’Inter club di Carrara si è innamorata. «Con Daniele stiamo insieme da nove anni, siamo sposati da due - dice - I primi mesi non ci parlavamo neppure, poi è scoccata la scintilla». Sugli spalti, per la Carrarese, il cuore le è battuto tante, tantissime volte. «Ma non ho mai visto un attaccamento della squadra ai tifosi come quest’anno». Marina i colori della Carrarese li porta nel cuore, ma anche addosso. «Il giorno della risonanza al ginocchio sono andata a comprarmi una felpa nello store della squadra - racconta - Ero affaticata, la ragazza alla vendita, Giulia, mi ha fatto sedere. Le ho raccontato cosa mi stava succedendo. Poi sono passati un po’ di giorni. Ho mandato mio marito a prendermi la polo della Carrarese e mi ha portato a casa un regalo: il gagliardetto della squadra, firmato da tutti i giocatori». Su quel gagliardetto c’è scritto: “Forza Marina, facciamo il tifo per te”. «Sono impazzita di gioia - dice con emozione Marina - Per me è stato davvero un gesto grande, grandissimo, mi ha dato davvero tanta forza, mi ha dato coraggio». E quel coraggio Marina lo dimostrerà domenica, allo stadio, sulla sua sedia a rotelle. E lunedì, in sala operatoria. Perchè Marina è una tifosa. E una guerriera.
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