Finanza
Vanelli e la pizza cosmopolita di “Due punto Zero”
CARRARA. «La pizza deve essere cosmopolita. Ogni anno sulle pizze mettiamo ingredienti nuovi, che una volta non si sarebbero mai usati». Parola di Roberto Vanelli, pizzaiolo e titolare della pizzeria "Due punto Zero" di via Pucciarelli 64 ad Avenza. Una settantina di posti a sedere e due verande esterne. Una location casalinga ma accogliente. Le sue pizze sono famose perché lui osa accostare ingredienti inusuali, non propriamente da pizza per intenderci, come per esempio salsiccia e rapini (piatto tipico carrarese), o magari cipolla uovo e peperoni, passando per zucchine, gamberetti e salmone, e perché no agli ingredienti della pizza bianca 2.0: crema di tartufo, mozzarella, cotto, porcini e gorgonzola. L'impasto lo fa lui personalmente utilizzando farina semi - integrale (tipo 00 con l'aggiunta di crusca.
Anche se il segreto di una buona pizza dice: «È la lievitazione, che deve essere fatta nel modo più naturale possibile. Il mio impasto lievita dalle 24 alle 36 ore». Non solo pizze però alla 2.0, che propone anche i suoi crostini, le sue focacce ripiene e i suoi calzoni. Tutti in vari gusti e con abbinamenti golosi. «Ogni pizza ha la sua storia - spiega Roberto - ed ogni anno vengono usati ingredienti nuovi che una volta era impensabile usare. Da qualche anno vanno molto le pizze con i fiori di zucca. Dieci anni fa era impensabile usarli. Oggi si gioca anche molto sull'accostamento dei formaggi. Ci sono pizze con la robiola, con la scamorza, il taleggio. Un tempo al massimo trovavi quella con il gorgonzola, i quattro formaggi la facevano con due formaggi. Il bello delle pizze - prosegue - è che devono essere cosmopolite, contenere ingredienti provenienti da tutto il mondo. La pizza deve spaziare, si devono sempre cercare ingredienti nuovi da usare, si devono provare vari accostamenti.Oltre alle classiche ogni anno invento cinque o sei pizze nuove».
Roberto è diventato pizzaiolo per caso: «Anni fa mi ero accostato a questo mondo un po' per caso. Mi dilettavo a fare le pizze. Poi un giorno mia moglie mi disse che a Luni davano in gestione una pizzeria. Non ci ho pensato due volte ed ho iniziato questa avventura. E sempre a Luni abbiamo aperto da poco una succursale della “2.0”. Dopo l'esperienza della gestione sono stato dieci anni alla pizzeria la Torre, di cui ero socio. da cinque anni gestisco la Due punto Zero. In questa zona vanno molto le pizze da asporto, ma abbiamo anche tanti clienti affezionati che vengono a mangiarsela da noi - conclude - non c'è una pizza che va di più e una di meno». —
A.P.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
