Sicurezza
«Non basta “Puliamo Massa”, per l’ambiente servono azioni concrete»
massa. «Adesso è chiaro perché la nostra mozione sulle azioni necessarie per cercare di ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici sul nostro territorio è stata respinta dalla maggioranza Persiani: la settimana di pulizia della città di Massa organizzata con Asmiu. Non volevano rovinare l’eco di questa iniziativa e ora si capisce anche l’accusa nei nostri confronti di voler mettere bandiere e cappelli sul tema».
Inizia così il commento della consigliera M5S Luana Mencarelli su quanto avvenuto nell’ultimo Consiglio comunale che prosegue «ancora più avvilente sentire sindaco e assessori parlare di rispetto ambientale presentando questo progetto, evidentemente confondendo una pratica di decoro pubblico con azioni per la tutela del nostro habitat. Quello che chiedevamo noi infatti era un impegno differente, molto più elevato e composito. Adottare risolute azioni di contrasto per adattare il nostro territorio agli effetti dei cambiamenti climatici è ciò che viene chiesto agli enti locali dall’Onu, dall’accordo di Parigi, dall’Ue e dal Ministero che mettono a disposizione anche contributi specifici».
La consigliera prosegue elencando alcuni interventi che l’amministrazione dovrebbe attuare: «È essenziale che si provveda ad un’eccezionale piantumazione di alberi, capaci come niente altro in natura di incamerare la CO2 presente e fornirci ossigeno. I nostri edifici, i nostri impianti, le nostre attività dovranno essere obbligatoriamente in grado di autoprodurre l’energia loro necessaria da fonti rinnovabili e utilizzare l’acqua piovana. La produzione e l’economia dovranno andare verso quella circolare, per cui un’amministrazione capace deve creare i presupposti necessari e rendere attrattivo il nostro Comune. Si deve assolutamente tutelare e conservare la risorsa acqua, escludendo l’impianto di nuove attività che ne comportino inquinamento e spreco. C’è bisogno di difendere la biodiversità, ad esempio le api, compresa la specie Apuana, sono a rischio, ma se arrivassimo alla loro estinzione non avremmo più il cibo che dipende dall’impollinazione. Dovremo anche cambiare il paradigma della nostra alimentazione e niente di più facile educare a un consumo inferiore di carne attraverso le scuole e la gestione delle mense. Il nostro territorio dovrà essere protetto da aggressioni, rischi idrogeologici e consumo di suolo, ma non ci sembra che la giunta Persiani abbia questo obiettivo, vedi l’intenzione di aprire 50 nuove cave e la posizione presa sul regolamento urbanistico». —
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