Gioco
Aeroporto, riapertura lontana ma i 7 dipendenti sono “salvi”
I lavoratori-pompieri dipendenti dell’Aeroclub Cinquale restano in pista per garantire il servizio antincendio e sono stipendiati dalla Regione Toscana
MASSA. C’è un accordo, quello stipulato nel 2009 tra Comune di Massa e Aeroclub, firmato dall’allora sindaco Roberto Pucci e dall’ex presidente Vittorio Cucurnia, smentisce, di fatto, che ci possa essere pericolo di imminenti licenziamenti all’aeroporto. Tuttavia, l’attuale presidente di Aeroclub, neo eletto Alberto Pellegrini, era stato nei giorni scorsi molto chiaro: «Se entro giugno non ci permetteranno di riaprire l’aeroporto (chiuso da mesi per un problema di sicurezza legato agli alberi da tagliare ) saremo costretti a licenziare i nostri sette dipendenti».. Invece, i sette lavoratori in forze dentro Aeroclub non rischiano assolutamente il posto di lavoro, perché la loro presenza lì è richiesta e pagata dalla Regione Toscana. I sette lavoratori fiscalmente sono a carico di Aeroclub, questo è vero, cioè non sono dipendenti della Regione Toscana, ma Aeroclub ogni anno riceve una consistente cifra dalla Regione per garantire il servizio antincendio nell’aeroporto, legato al Pegaso, l’elisoccorso.
I sette hanno l’essenziale funzione di pompieri dell’aeroporto: fecero tutti i corsi necessari per ottenere l’abilitazione, come fossero vigili del fuoco, e continuano con la formazione tutt’oggi. Devono stare in servizio h/24, a turno ovviamente, per permettere a Pegaso di decollare e atterrare in qualsiasi momento in totale sicurezza. Per intenderci: se dovesse scoppiare un incendio a bordo, al decollo, o in atterraggio, i nostri sette dipendenti Aeroclub sarebbero pronti ad intervenire, perché in servizio, attrezzati e formati a farlo. Quando la Regione Toscana decise di dotare gli ospedali della zona di costa di una eli-superficie notturna e in seguito, nel 2009, di estendere le operazioni dell’elicottero con base a Massa anche alle ore notturne, si rese necessaria la formazione di personale, in grado di gestire le operazioni antincendio anche di notte. L’interlocutore ieri come oggi era Inaer Aviation Italia, l’azienda leader nei servizi di soccorso e salvataggio con elicottero e nell’attività antincendio, dal 2017 diventata Babcock Mission Critical Services Italia. Insomma, se la Regione voleva l’eli-superficie notturna, l’aeroporto doveva garantire una apertura h/24 e un servizio antincendio continuo. Per questo la Regione, attraverso Inaer, si accollò e tutt’oggi si accolla le spese del servizio antincendio, soldi che gira ad Aeroclub per garantire la presenza di almeno due operatori per turno (la cifra si aggira attorno ai 300mila euro). Questo accordo finì nero su bianco sulla scrivania dell’allora sindaco Roberto Pucci e firmato, con piacere, anche da Aeroclub, che così metteva al sicuro i suoi dipendenti, praticamente per sempre.
Il Comune di Massa sta preparando una risposta istituzionale alle parole del presidente Pellegrini, confermando che i soldi della Regione mantengono in vita la presenza dei dipendenti Aeroclub all’interno dell’aeroporto e che dunque non ci sarebbero problemi di licenziamenti. Aldilà di questo, però, restano tutti i problemi legati all’attuale chiusura forzata: Pellegrini è in attesa che Enac risponda alla sua richiesta di ispettori nazionali, che diano l’ultima parola sul numero di alberi da tagliare per permettere all’aeroporto di riaprire. E comunque se l’aeroporto non riprenderà la sua attività in tempo per l’estate il danno sarà enorme. —
Manuela D’Angelo
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