Il dolore
Rissa con testata e cric In quattro vanno a processo
carrara. Una testata, un’aggressione apparentemente senza motivi e un cric che non si capisce se sia stato usato solo per spaventare o se alla fine sia invece stato lanciato su una schiena di uno dei coinvolti. Ricostruzione confusa quella che ieri è avvenuta in aula per una rissa a Carrara, dalle parti del bar Baccanali nel 2014.
L’unica certezza è che da un lato ci sono due uomini che hanno superato la cinquantina e dall’altro dei ragazzi quasi una ventina d’anni più giovani. Ma le accuse in aula, di fronte alla giudice Elisabetta Congiusta sono incrociate. I due più giovani, difesi dagli avvocati Rinaldo Reboa, Carlotta Cancogni e Francesco Vetere, sostengono in pratica che si sia trattato di una diverbio ma che la rissa non si sarebbe accesa per causa loro.
Versione completamente diversa quella invece resa dagli altri due, difesi dagli avvocati Alessio Menconi e Fabio Andrei, che si sono infatti anche costituiti parti civili. Così ieri uno di loro ha ricostruito le vicende: «Stavamo per i fatti nostri quando ci hanno avvicinato cominciando ad aggredirci. Uno di loro ha cominciato a urlarmi che mi avrebbe ammazzato. Io inizialmente ho creduto che scherzasse, perciò ho chiesto al mio amico se li conoscesse». Ma nessuno dei due li conosce.
«Mi sono allontanato in direzione del bar - continua - ma ho visto che il mio amico è rimasto indietro. Mi sono girato e uno di questi gli stava andando incontro e gli ha poi dato una testata».
Lui racconta che a quel punto ha reagito prendendo un cric vicino all’auto dell’amico per provare ad allontanarli. «Ma non sono riuscito a fare nulla, perché mi sono sentito prendere da dietro e sono andato a terra di testa. Mi sono risvegliato in ospedale». Sulla collocazione originaria di quel cric e sul suo uso a solo scopo deterrente si sono concentrati i dubbi degli avvocati delle altre parti.
In ogni caso tutti e quattro sono finiti a giudizio con l’accusa di rissa, nonostante le notevoli differenze, e gli altrettanto notevoli buchi, nelle dichiarazioni rese ieri. Il pm che si occupa del processo è Debora Bracco e la giudice Congiusta ha fissato la prossima udienza per il 22 novembre. —
L.R.D.
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