Gioco
«Part-time fasulli e turni senza riposo». L’allarme Usb sul lavoro nero nei bagni
Marina di Massa, il sindacato di base denuncia decine di segnalazioni di sfruttamento e diritti negati. E lancia l’idea di un protocollo di intesa
MASSA. C’è del nero, molto, e anche del grigio dietro i colori sgargianti del turismo balneare massese. A lanciare l’allarme sfruttamento è la Usb, l’Unione sindacale di base della provincia di Massa Carrara: “Decine di segnalazioni, in poche settimane, di giovani in cerca di un lavoro stagionale negli stabilimenti balneari della costa apuana, assunti soltanto con pesanti clausole”. Ad esempio: “il contratto è di quattro ore, ma ne lavorerai otto e una parte sarà pagata al nero”; oppure: “avrai diritto, ufficialmente, ad un giorno di riposo ma non è previsto, perché servi tutta la settimana”.. Se il lavoro totalmente in nero è calato negli ultimi anni, per gli stagionali del territorio, i così detti “contratti grigi” sono sempre più frequenti e le condizioni lavorative, negli stabilimenti balneari, come nella ristorazione estiva, pare non siano migliorate. Così sostiene la Usb che ieri mattina, attraverso il suo rappresentante regionale Giovanni Ceraolo ha chiamato a raccolta le associazioni di categoria della provincia di Massa Carrara, per sensibilizzare al problema dello “sfruttamento” stagionale e trovare una soluzione condivisa. All’appello hanno risposto soltanto Cna e Confesercenti. Assenti Confcommercio, Confartigianato e Confindustria. «Un dialogo monco- commenta Ceraolo- che cercheremo di colmare con i prossimi incontri, a cui spero vorranno partecipare tutte le sigle».
Sul tavolo del confronto c’è la jungla di contratti di cui ci si può avvalere oggi per assumere qualcuno, prestazioni occasionali, pagamenti ad ore, finti part time; ma ci sono anche richieste bizzarre che arrivano dagli stessi lavoratori, «ricattati, questo è ovvio, dalla profonda crisi occupazionale di questi anni” dice la Usb e dunque “costretti ad accettare le condizioni più disparate». Secondo Giovanni Ceraolo sono due i problemi più evidenti che soprattutto i giovani hanno segnalato in queste settimane di colloqui per la stagione: «Il contratto nazionale quasi non esiste più, o non viene applicato nella sua interezza. I datori di lavoro tendono a non permettere il giorno di riposo, né le 11 ore tra un turno e l’altro e i lavoratori si ritrovano ad iniziare un turno infinito che dal primo maggio arriverà al 30 settembre, senza soste. L’altro problema sta nelle reali ore che i lavoratori potranno contare a fine stagione per poter prendere la disoccupazione. Spesso non ci arrivano, perché pur avendo lavorato anche 10-12 ore al giorno, il contratto ne conta tre, o quattro».
Secondo i delegati provinciali della Usb, Elia Buffa e Luca Damiani, le vertenze accese contro gli imprenditori balneari a fine stagione sono da tre anni sempre più numerose. Confesercenti e Cna, però, non sono d’accordo: «Noi non ne riceviamo nessuna da anni- dice Lorenzo Marchetti, presidente regionale Cna balneari- E abbiamo un codice etico tra gli iscritti che ovviamente cerchiamo di far rispettare. Ammoniamo da sempre i colleghi che sfuggono a qualche regola». «Penso che le vertenze siano calate e non aumentate- aggiunge Stefano Gazzoli di Confesercenti- Ma questo potrebbe non essere un bene, bensì il segnale che la gente non denuncia più, per timore di non trovare più un impiego». Le due associazioni presenti all’incontro, pur ribadendo di non poter fare le veci di un ispettorato del lavoro, hanno concordato con la linea proposta da Usb: occhi e orecchie aperte, sensibilizzazione verso gli associati, e partecipazione ad un tavolo (magari permanente), dove poter fare il punto della situazione a tappe e segnalare criticità. Magari anche arrivare alla fine ad un protocollo di intesa e di intenti per salvaguardare il lavoro stagionale, come avvenuto in altre parti d'Italia. All’incontro era presente anche Itala Tenerani presidentessa del Consorzio Riviera Toscana che ha appoggiato in pieno la proposta. —
Manuela D’Angelo
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
