Gioco
Incendio nel negozio Timberland in centro Si surriscalda quadro elettrico al primo piano
Danni alle collezioni che erano conservate nella stanza, locali pieni di fumo. Intervenute tre squadre dei vigili del fuoco
massa. Un puzzo amaro di bruciato che si diffonde in tutto il centro, da piazza Aranci fino al teatro Guglielmi, è l’odore che annuncia all’ora di pranzo l’incendio dentro ai locali del locale Timberland in via Ghirlanda. Suona un allarme e il puzzo è intensissimo, ma nei primi minuti si fa fatica a capire cosa sia veramente successo. All’arrivo dei proprietari purtroppo però tutto è chiaro: al piano di sopra del negozio, che ha la rivendita al piano terra, è scoppiato un incendio.
Sono circa le 14 quando si prende coscienza che qualcosa non va. All’inizio anche i proprietari delle attività di fianco, quasi tutti locali aperti per la pausa pranzo frequentata dagli impiegati comunali, provinciali e altri, non si sono accorti di nulla. Scatta una sirena d’allarme ma nessuno sembra farci troppo caso. Si sa come funzionano spesso: partono a sproposito, quando meno servirebbe. E invece, stavolta, il motivo c’è.
Ad arrivare per primi sul posto è il proprietario del locale Pietro Mercanti. Subito capisce che qualcosa dentro non sta andando per il verso giusto, da fuori si vede che il locale al piano terra è invaso da un fumo piuttosto denso che impedisce di vedere bene.
Così Mercanti decide di entrare e in effetti l’aria che fuorisesce appena la porta si apre è tremenda. Irrespirabile. Si diffonderà in tutto il centro permanendo anche ben oltre il successivo intervento dei vigili del fuoco che spegnerà le fiamme.
Fatto sta che il proprietario si addentra nel locale invfaso dal fumo e si accorge però che nulla sta bruciando. Almeno apparentemente al piano terra non sembrano esserci fiamme. E allora prova a salire al piano di sopra, utilizzato come magazzino per la merce che non viene esposta in vendita o organizzata in vetrina.
E in effetti il problema è su. Chiaramente subito avverte i vigili del fuoco e prova una prima volta a fermare il fuoco che intanto stava rosicchiando pezzi di stanza indisturbato. Gli pare infatti che le fiamme siano partite da un punto vicino alla scrivania sistemata su e si siano diffuse a partire da quel punto, probabilmente coinvolgendo il cestino con le cartacce. Chiaro che il rischio che l’incendio si estenda rapido c’è tutto, visto che la maggior parte degli oggetti lì su sono scatoloni e capi di vestiario. L’infiammabilità è altissima.
Fa quel che può là dentro Mercanti, ma è difficile fermare l’incendio perché l’aria è oggettivamente irrespirabile. Chi sta fuori tossisce e si copre il viso con sciarpe e magliette; dentro respirare è un miracolo.
Uscirà fuori ricoperto di fuliggine, agitato, preoccupato per la sorte della sua attività. Per fortuna da lì a poco arriva la prima squadra con cinque vigili del fuoco a bordo con l’autopompa serbatoio. I pompieri vanno dentro equipaggiati con autorespiratori, estintori e naspo. Attivano l’acqua e cominciano a domare l’incendio. All’apertura delle finestre del piano superiore comincerà a uscire un fumo nero e puzzolente. Arriveranno poi altri due mezzi e persino un’ambulanza, anche se in effetti inutile visto che non ci sono stati feriti. A fare le spese della manovra del secondo mezzo dei pompieri un cestino per la raccolta dei rifiuti sulla strada, involontariamente investito in retromarcia. L’incendio pare sia partito da un surriscaldamento del quadro elettrico, anche se bisognerà accertare meglio. Purtroppo i danni materiali ci sono, con le collezioni che vengono conservate al piano superiore consumate dalle fiamme o rovinate da fumo e polveri. —
L.R.D.
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