Il dolore
Torna a casa, in parrocchia il trittico con San Pietro
Imminente l’acquisizione dell'opera da parte della chiesa di Avenza
CARRARA. Una bella notizia per gli avenzini e non solo, torna al suo posto il quattrocentesco trittico raffigurante S. Pietro Apostolo, fra S. Antonio abate e S. Maria Maddalena. Il dipinto come ha ben spiegato lo storico Pietro Di Pierro, proviene originariamente dalla cappella o dal castello locale.
S. Pietro è tuttora il titolare della chiesa di Avenza, S. Antonio abate era protettore dell’ospedale adiacente e S. Maria Maddalena protettrice di quello al ponte Ricortola. Il dipinto, aveva ricostruito Di Pierro, fu commissionato nel 1438 dal Castellano: Peter von Johanns Ringli, un mercenario svizzero nominato castellano di Avenza da Francesco Sforza. Il Ringli dette l’incarico di dipingere il quadro ad un anonimo noto come “Maestro di Sant’Ivo” (dal nome di un suo capolavoro al Museo dell’Accademia di Firenze). Ci si augurava che questa bella ricerca avrebbe portato a qualche frutto, avendo l’Opera, nel corso dei secoli, dovuto subire parecchie traversie. Su tutte quella di essere scomposta e di essere poi venduta separatamente. E finalmente è stata ritrovata, catalogata e attraverso la meritevole “Fondazione Zeri”, riconosciuta. Adesso giace alla fondazione Salamon a Milano.
Osserva Paolo Cucurnia, appassionato di storie ed esperto d’arte: «Il vulcanico parroco di S. Pietro, Don Marino Navalesi, non ci ha pensato due volte e con mossa fulminea se l’è accaparrata per restituirla alla “madre”, la Chiesa di S. Pietro Apostolo.
A parte la geniale simpatia con cui Don Marino irradia l’ambiente circostante, dobbiamo essergli riconoscenti perché la donazione restituisce ai parrocchiani una propria intima radice, ma nello stesso tempo arricchisce un intero territorio». E aggiunge: «Dopo l’articolo di Di Pierro apparso sul Tirreno più di un mese fa, nel quale faceva un appello, le speranze si son fatte più vive; in sacrestia a S. Pietro, il sabato di Pasqua, circolava una incoraggiante atmosfera, che si era ancor più rischiarata sabato scorso e ieri finalmente la bella notizia: “Tra poco il trittico sarà nostro!”. Che sia finalmente, per il tormentato territorio comunale carrarese, una vera Pasqua di Resurrezione. A parte il ringraziamento a Don Marino, dobbiamo essere grati anche al curatore dei beni Ecclesiastici Don Luca Franceschini che ha già contattato il Dott. Valentini delle Belle Arti di Lucca per la collocazione del dipinto. Probabilmente dovrebbe essere posto nella Navata sinistra della Chiesa. ttendiamo con ansia il giorno della sua inaugurazione e benedizione».
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