Il Tirreno

il gesto di solidarietà 

Muore di mesotelioma ex operaio Pignone: sui manifesti la raccolta fondi per i colleghi

Libero Red Dolce
Muore di mesotelioma ex operaio Pignone: sui manifesti la raccolta fondi per i colleghi

Sulle iscrizioni funebri la richiesta di donare per le spese legali da pagare all’azienda. Aveva 76 anni, ai Quercioli chiesa piena

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Si rimane. Non è un fatto di vita dopo la morte, per chi ci crede; si rimane nella memoria, negli occhi, nella fantasia di chi ci ha visto. E si rimane nei gesti: così Bruno Benedetti, ex operaio Nuovo Pignone, saldatore una vita in fabbrica, è stato tradito dal lavoro - con un mesotelioma ai polmoni - ma non ha tradito i suoi compagni. E mentre alla chiesa dei Quercioli in tanti gli davano l’addio, una parte di lui continuava il percorso al fianco degli amici sporgendosi dai manifesti funebri: non fiori – recita il testo - ma un contributo per la raccolta fondi “Davide vs. Golia” per pagare le spese legali di 21 operai come lui chieste dal Nuovo Pignone. Per i danni morali sull’amianto. Quello che ha fatto ammalare Bruno Benedetti.

E’ una sorta di testamento morale quello che Benedetti e la sua famiglia lasciano. Uomo dei Quercioli, piedi e vita piantati nel quartiere, sapeva bene cosa significasse il termine comunità. Lo ha respirato, purtroppo insieme all’amianto, anche quando giovanissimo è passato dal quartiere alla fabbrica. Ai funerali, così simili al suo di ieri, c’era stato diverse volte. E la tristezza nel vedere amici e colleghi morire non lo ha potuto lasciare indifferente. Così nasce l’idea di aiutare il crowfunding nato due mesi fa per supportare chi con la paura e la battaglia dovrà convivere ancora.

Il mesotelioma pleurico, una delle più terribili malattie legate all’esposizione all’amianto, lo colpì qualche anno fa. Bruno vacillò, è un male che non lascia scampo e lo sapeva. Attento nelle terapie, Bruno è riuscito a resistere a lungo. Soffrendo e, racconta chi lo ha conosciuto, “appartandosi un po’. Non amava parlare della malattia. E nell’ultimo periodo stava davvero male”.

Lo hanno trovato morto la scorsa settimana. Aveva 76 anni. Era in casa sua, dove viveva da solo dopo la scomparsa della moglie diversi anni fa. E con i due figli, Alessandro e Pietro, che da tanto tempo vivono da soli. Per i funerali si è dovuto attendere qualche giorno perché il magistrato, la dottoressa Alessandra Conforti, aveva disposto l’autopsia della salma. Insieme ad altri tre ex compagni di lavoro, saldatori come lui, Benedetti si era rivolto all’avvocato Nicoletta Cervia per chiedere un risarcimento alla Nuovo Pignone. Non ha fatto in tempo però a vedere la causa andare avanti e ora ogni decisione spetterà eventualmente ai suoi familiari.

Bruno Benedetti lascia una scia a questa storia operai che è stata la sua vita. Una scia di solidarietà. Per seguirla bisogna andare sul sito “Gofundme” e cercare la raccolta “Davide vs. Golia”. Lì rimane parte di quello che Bruno è stato: «un uomo generoso», come lo ha ricordato suo fratello. 
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web