Il Tirreno

Il Tar stoppa la fusione delle Camere di Commercio

Il Tar stoppa la fusione delle Camere di Commercio

Sarà la Corte Costituzionale a decidere se procedere o meno con la riforma. Per ora Massa-Carrara resta autonoma da Pisa e Lucca. Sodini: bene così

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA-CARRARA.  Il Tar del Lazio ha dato ragione alla Camera di Commercio di Massa-Carrara, la legge sull’accorpamento è a vizio di incostituzionalitá. Insomma, la fusione a tre con Lucca e Pisa (la sede principale baricentrica sarebbe stata a Viareggio) al momento almeno non s’ha da fare.Il Tribunale amministrativo del Lazio ha, giudicato "rilevante e non manifestamente infondata" la questione di legittimità costituzionale, sollevata dall’ente camerale apuano, in merito all’articolo 10 della legge delega 124 del 7 agosto 2015 con cui il Parlamento aveva delegato il Governo a emanare una legge sull’accorpamento delle Camere di Commercio, e in merito all’articolo 3 del decreto legislativo 219 del 25 novembre 2016 con cui il Governo ha attuato la riduzione del numero delle Camera di Commercio da 105 a 60 stabilita dalla precedente legge delega.

«Questa riforma - analizza Dino Sodini, Presidente dell’Ente Camerale apuano, il primo a credere nell’incostituzionalità della legge approvata dal governo Renzi - è nata e fatta male perché non tiene conto delle specificità dei singoli territorio. Spingerebbe la nostra provincia, che di problemi ne ha già molti, verso una desertificazione economica ed amministrativa. Eravamo convinti delle buone fondamenta del nostro ricorso. E non siamo più soli in questo percorso: gli enti camerali che hanno tentato questa strada sono sei ma i contrari alla riforma sono almeno una ventina, un terzo delle camere di commercio italiane. Il nostro merito è stato quello di averci creduto subito e di non aver avuto paura di alzare la palla. Non stiamo lottando per noi stessi ma per l’autonomia delle imprese e della nostra provincia».

Impossibile, al momento, quantificare i tempi per il pronunciamento della Corte Costituzionale. zPotrebbe volerci anche un anno o più. - spiega Sodini - Questa è una riforma che non piace a nessuno, nemmeno alla politica che l’ha voluta. Ho personalmente sempre pensato che le aree periferiche, come la nostra, debbano essere potenziate e non destrutturate. Sia ben inteso: non si deve sempre accorpare. A volte si fanno ancora più danni. Il nostro accorpamento darebbe seguito a questa tesi. Indebolirebbe il territorio ed il suo tessuto di imprese. La sospensiva del Tar, con il rinvio alla Corte, ci consente di andare avanti con questo assetto e di guardare con più ottimismo al futuro». Un’accelerazione, in questo senso, potrebbe arrivare dalla politica: «Può metterci le mani e modificare la legge - spiega ancora - e questa volontà è trasversale. In questi mesi abbiamo trovato, sul nostro percorso iniziato in solitaria, tanta coesione e vicinanza da parte dei parlamentari, sindaci, consiglieri. Si apre una nuova stagione. A questa provincia serve la Camera di Commercio autonoma e non accorpata».Tecnicamente, il ricorso era stato presentato contro Presidenza del Consiglio e Ministero dello Sviluppo Economico, oltre che nei confronti degli enti camerali di Pisa e Lucca, e il commissario ad Acta che avrebbe dovuto favorire la nascita della "Camera di Commercio della Toscana Nord Ovest". La Camera di Commercio era assistita dall’avvocato Domenico Iaria. Con sentenze analoghe, il Tar del Lazio aveva già deciso di rinviare alla Consulta la questione di legittimità della fusione, deliberando su ricorsi gemelli di altre Camere di Commercio italiane.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa