Il Tirreno

il segretario confederale cisl 

«Una sconfitta l’assenza di una manifestazione in città»

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massa. Primo Maggio a Massa Carrara: nessun comizio o manifestazione, tutti a Bologna. Spiega perché Andrea Figaia, segretario confederale di Massa Carrara.

«Cgil Cisl e Uil a stanno vivendo una stagione particolarmente unitaria: le categorie nazionali, insieme, danno battaglia al Governo, per raggiungere obiettivi comuni a favore delle lavoratrici e dei lavoratori. Ultimo ma non ultimo il comparto della scuola. Sciopero generale minacciato e ritirato a seguito di Intesa sui rinnovi contrattuali.

A Massa Carrara dopo la proclamazione di sciopero Cgil/Uil nel settore del marmo, conclusasi con la manifestazione messa in atto assieme al padronato lapideo locale, le strade viaggiano separate. Paradossalmente tutti insieme a Bologna alla manifestazione nazionale con i leaders ma per la prima volta dopo tanti anni, forse la prima volta in assoluto, quest’anno il Primo Maggio a Massa Carrara, medaglia d’oro alla Resistenza, non si farà. Unici in Toscana. E pensare che lo scorso anno, a seguito dell’ennesimo incidente mortale in cava, a Carrara, al cimitero di Marcognano, vennero la Camusso, la Furlan e Barbagallo! Dopo anni di lotte comuni quest’anno le difficoltà di sintesi si sono manifestate in tutta la loro effettività. Persino alla Sanac dove si è sempre fatta attività sindacale unitaria si scontano differenze e passi in avanti tipo “siamo i primi della classe”. La concertazione sociale con le amministrazioni non decolla e l’impegno in tal senso è proprio al minimo. Al Comune di Massa dove si è sempre sottoscritta una intesa con i confederali e i sindacati dei pensionati e delle funzioni pubbliche nessuno chiama, nessuno risponde alle sollecitazioni a invitare i sindacati. Ma per togliere la lapide di un poeta del ventennio già sponsorizzato dalla precedente giunta di centro sinistra, allora, tutti in piazza!

D’altro canto, si dice in casa Cisl noi “non abbiamo nessuna intenzione di fare politica attaccando ora questa ora quella amministrazione locale, proprio perché, guarda caso, le due città maggiori sono governate da giunte diverse da quelle precedenti. Se ci sono dei problemi ci siamo, se vogliono solo fare politica grazie anche no».

«Le differenze – prosegue Figaia – esistono anche nella concezione dell’attività: se le vertenze in fabbrica languono, perché di fabbriche in generale ce ne sono ormai proprio poche una modalità di azione può essere quella di mettere insieme quello che c’è, per esempio il marmo, sviluppare azioni comuni a favore dei singoli comparti, ma anche lì si preferisce gestire le risorse senza una visione di insieme.

Riteniamo che ampi valori comuni condivisi debbano essere rappresentati pubblicamente nella mediazione delle differenze, anche con nuove o ulteriori modalità e non invece – in loro assenza – favorire numerose e micro rappresentazioni che evidenziano, al di là dei singoli obiettivi politici (legittimi) una frammentazione generale certamente dispersiva». –

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di Redazione web