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«Sulle cave il Comune deve svegliarsi e fare chiarezza»

«Sulle cave il Comune deve svegliarsi e fare chiarezza»

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CARRARA. «Le ultime sentenze del Tar rappresentano, di fatto, una sconfitta per tutti e, in primis, per l’amministrazione comunale che si è dimostrata incapace di affrontare il tema dell’estrazione del marmo rischiando anche pesanti condanne per il risarcimento dei danni causati alle imprese che potrebbero mettere in difficoltà il bilancio del comune per molti anni come già avvenuto nel passato». Si legge così in una nota stampa del Psi di Carrara.

«Dopo avere sposato una cultura ideologicamente contraria alle cave, al punto da auspicarne a più riprese la chiusura, i 5Stelle di Carrara e i loro sostenitori ci hanno provato, nei fatti, a partire da luglio 2018 decretando punizioni “esemplari” con sospensioni repentine e totali dell’attività di diverse cave a seguito di difformità e sforamenti riscontrati rispetto ai piani di estrazione - prosegue la nota - Di fronte alle reazioni delle aziende, dei lavoratori e delle parti sociali e rendendosi conto tardivamente degli effetti devastanti causati dai provvedimenti messi in atto, l’amministrazione di Carrara si è rivolta alla Regione per trovare una via d’uscita poi individuata con l’approvazione della leggina transitoria denominata “58 Bis – salvacave” i cui effetti si sono dimostrati ben diversi da quelli auspicati, al punto da essere prontamente impugnata e disconosciuta anche dagli stessi che l’avevano invocata e condivisa». «Il risultato disastroso era facilmente prevedibile - continua la nota - Non è immaginabile che una materia tanto importante per l’economia locale debba attendere i tempi del Tar o della Corte Costituzionale per cui ribadiamo che deve essere la Regione a promuovere un confronto urgenteper definire un quadro normativo chiaro anche con il Piano Regionale Cave in via di adozione. L’Amministrazione comunale, non può limitarsi a delegare ad altre istituzioni le proprie responsabilità, deve scuotersi, e procedere, nei tempi prescritti, all’adozione dei piani attuativi come strumento fondamentale di pianificazione per i bacini marmiferi per i prossimi decenni». —

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