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la manifestazione 

Femministe in sala consiliare con i cartelli degli insulti ricevuti

Camilla Palagi
Femministe in sala consiliare con i cartelli degli insulti ricevuti

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In consiglio comunale per "sfoggiare" le offese ricevute. Le donne della rete antisessista di Massa Carrara sfilano in sala 10 aprile in segno di protesta per una spiacevole vicenda avvenuta qualche settimana fa. Tutto nasce a causa di un lenzuolo, un velo bianco che la Rete antisessista ha utilizzato per coprire i monolite dedicato ad Ubaldo Bellugi in occasione della manifestazione “Donne e resistenze”.

Sopra sono state scritte in nero e fuscia delle parole forti riferite al podestà e gerarca fascista. Il presidente del consiglio Stefano Benedetti quel giorno, e a ruota molti dei suoi follower, riceve una foto dell'evento, ritraente anche un bambino, e la posta sui social mentre l'evento è in corso. Peccato che non nota il lenzuolo e credendo che le donne abbiano sfregiato il monolite con della vernice le contesta in un post che in breve fa il giro del web e scatena altri commenti molto accesi, spesso al limite della violenza verbale e in alcuni casi oltre.

«Ci troviamo sotto al Comune in occasione del Consiglio Comunale per manifestare il nostro disprezzo per un'amministrazione che si esprime in favore nei confronti della fantomatica "famiglia naturale" e poi vomita offese e umiliazioni verso le Consigliere - hanno protestato le donne e gli uomini della rete antisessista - e che vuole cancellare il linguaggio al femminile dai documenti ufficiali sperando di oscurare la nostra presenza».

Fra qualche settimana verrà infatti discusso in consiglio l'emendamento che intende eliminare le declinazioni al femminile dei ruoli istituzionali presenti nel regolamento comunale. «Siamo quelle che su un lenzuolo han scritto la verità su quel fascista. Siamo quelle che dal giorno dopo hanno ricevuto offese e accuse che decidiamo di indossare, di sfoggiare, con rabbia ma anche ironia». Presente anche l'Usb Asia: «Siamo qua a denunciare un'amministrazione che dice di voler difendere le famiglie ma poi le sfratta come ha fatto con Piero e Lucia che il sette maggio resteranno fuori di casa». In consiglio hanno sfilato in silenzio per poi lasciare in sala i cartelloni con le offese ricevute. Il presidente del consiglio ha richiesto l'intervento della polizia municipale per rimuoverli.. —

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di Redazione web