Il Tirreno

Minacce alla moglie: “Ti spacco la faccia”. Assolto il marito, il fatto non sussiste

Alessandra Vivoli
Minacce alla moglie: “Ti spacco la faccia”. Assolto il marito, il fatto non sussiste

L’uomo, un imprenditore, era difeso dall’avvocato-sindaco Persiani. A dicembre fu condannato per lesioni alla figlia

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CARRARA. Una storia familiare tesa e complicata. Tre procedimenti giudiziari (in uno dei quali c’è di mezzo anche una figlia della coppia). E, soprattutto unavicenda che vede approdare in tribunale legami spezzati e situazioni difficili e complesse.

Uno dei processi, con l’accusa di minacce graviu, si è concluso (siamo nel primo grado di giudizio) ieri mattina con una assoluzione per lpimprenditore, assistito dall’avvocato – e sindaco – Francesco Persiani. Un altro era già terminato nel dicembre scorso: era per lesioni nei confronti di una delle figlie. Imputato il padre: all’epoca venne condannato a un mese di reclusione (era sempre difeso dall’avvocato Persiani).

Minacce alla moglie: assolto il marito

Durante una lite molto accesa aveva inveito contro la moglie (ora ex): «Se non stai zitta ti spacco la faccia, se ti muovi ti butto dentro al muro». Per queste minacce gravi l’uomo, un professionista di Massa, era finito sotto processo. I fatti, e le relative minacce si sarebbero ripetuti nel corso di alcuni mesi a cavallo fra il 2015 e il 2016.

E per le parole pronunciate nei confronti della moglie l’uomo (assistito dall’avvocato Francesco Persiani)è finito a processo.

In aula è stata ricostruita la vicenda e, al termine della discussione il giudice Valentina Prudente ha assolto il professionista massese dall’accusa di minacce gravi, “perché il fatto non sussiste”. Le motivazioni saranno resi note fra novanta giorni.

L’altro processo

Sullo sfondo di questa assoluzione una storia familiare comoplessa che aveva già visto in tribunale, sul banco degli imputati, il professionista massese: nel dicembre scorso era stato infatti condannato a un mese per lesioni aggravate, nei confrotni della figlia.

Una storia turbolenta, intricata. La moglie, con la quale è in corso una procedura di separazione, lo aveva denunciato dopo aver raccontato di aver sopportato per anni. Anni fatti di vessazioni, di vita accanto a quello che la donna a più riprese ha definito un padre padrone incapace di rispettare lei e le figlie. E così, l’uomo si è trovato coinvolto in ben tre procedimenti. Un primo, con la moglie e madre delle due figlie, per maltrattamenti e violenza. Un secondo, sempre incardinato dopo la denuncia della donna, per minacce (quello che sio è concluso ieri mattina con l’assoluzione). E un terzo che invece riguardava la figlia maggiore, per lesioni aggravate (questo era andato a senteza nel dicembre scorso). Al centor della vicenda erano finite ancora una volta le liti familiari e proprio durante una di queste sfuriate casalinghe il padre ha strattonato con violenza la più grande delle sue figlie, appena maggiorenne, stringendola al polso fino a farglielo girare. Un dolore intenso e poi la visita al pronto soccorso.

Lì i medici avevano scritto nel referto, portato tra le prove in tribunale nell’ambito di quel processo, che per guarire dalle lesioni riportate sarebbe occorse una prognosi di 21 giorni. E proprio per questo l’uomo non era stato condannato per le semplici lesioni, ma per lesioni aggravate. Ai danni della figlia maggiorenne.

Ieri, sempre nell’aula del tribunale di Massa, è stata composta un’altra tessera di un puzzle di vita familiare difficile. Un altro capitolo di una storia in cui, adesso, marito e moglie sono contro. E di mezzo ci sono le figlie.

Questa volta l’accusa era di minacce gravi nei confronti della ex moglie: l’uomo è stato assolto “perché il fatto non sussiste”. 

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di Redazione web