La manifestazione
Mallegni: dal Tar schiaffo a Comune e Regione
Il senatore: chiarito che lo stop non può essere imposto a tutta la cava ma alla zona difforme, le imprese avevano ragione
CARRARA. Più che sentenze del Tar, quelle pubblicate due giorni fa, sono apparse quasi delle elezioni politiche, in cui non perde mai nessuno. In dettaglio, sono state pubblicate tre sentenze “non definitive” sui ricorsi presentati da Ingra, Coop Canalgrande e Cave di Sponda, che in sostanza hanno ricalcato quanto già era stato stabilito per Lorano II, e l’ordinanza esplicativa su Lorano II nella quale il Tar ha spiegato i motivi per i quali dovrà essere la Corte Costituzionale a stabilire se il limite dei mille metri cubi di sforamento, definito per tutti a prescindere dal tipo di cava, violi o meno il principio di uguaglianza.
Da un lato, gli industriali sostengono che le sentenze aprono la strada a possibili risarcimenti perché sono stati smentiti Comune e Regione, soprattutto nel punto in cui è stata dichiarata illegittima la chiusura di tutta una cava a fronte di una difformità localizzata; e ricordano che già gli avvocati degli industriali avevano chiesto che si andasse alla Corte Costituzionale per il limite dei mille metri cubi.
Al contrario, il sindaco parla di “fine delle gestioni illegali”, ribadisce che era corretta l’interpretazione sua e della giunta sulle escavazioni “fuori piano” e spiega che senza il 58 bis tante attività si sarebbero vista decaduta la concessione (anche se per la verità a noi risulta che solo una manciata di cave abbia la concessione rilasciata sulla base del nuovo ordinamento nato dalla sentenza della Consulta che ha dichiarato defunte le leggi estensi).
In questo dibattito, in cui sicuramente potrà essere - come auspicato sia da imprenditori che dal Comune - solo un confronto franco e a viso aperto a fare chiarezza, interviene il senatore Massimo Mallegni, che invece non ha dubbi sull’esito complessivo del Tar: «Le sentenze del Tar ed il rinvio alla Corte Costituzionale sono uno schiaffo nei confronti di un'amministrazione incapace e per la stessa Regione Toscana. Se il Comune di Carrara puntava alla chiusura delle cave, al blocco dell'escavazione e al collasso di un settore strategico ed indispensabile per l'economia e l'occupazione non ci è riuscito».
E il senatore di Forza Italia aggiunge: «È stato chiarito, se ancora ce ne fosse bisogno, che il blocco dell'escavazione deve essere applicato non a tutta la cava ma solo per l'area difforme. Imprese e cavatori avevano ragione. - prosegue - Sono molto preoccupato. Questa amministrazione antepone l'ideologia alla vita reale del territorio».
Il vice presidente del gruppo di Forza Italia a Palazzo Madama conclude: «È l'ora di farla finita: un'impresa per far valere le proprie ragioni deve buttare denaro e impiegare mesi e anni nei tribunali. D'altra parte per chi nella vita non ha mai lavorato è comprensibile ma per noi che per vivere dobbiamo farlo no». Parole pesanti. Da segnalare che il vicesindaco Matteo Martinelli ha auspicato che ora alla luce delle sentenze la Regione possa rivedere le regole relative ai mille metri cubi.—
M.B.
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