La manifestazione
Da Pecci: grani antichi, qualità e un gran panorama
PONTREMOLI. Sicuramente la prima cosa che si nota entrando nella pizzeria Pecci è lo splendido paesaggio che si presenta all'avventore, un panorama che viene valorizzato dall'ampia vetrata che affaccia sull'esterno. Un colpo d'occhio che permette di ammirare alcuni dei luoghi simbolo di Pontremoli: il Campanone che si staglia verso il cielo, il Castello del Piagnaro sullo sfondo e proprio di fronte il torrente del Verde sul cui greto si svolge il falò di San Geminiano sotto il ponte romanico della Cresa.
Ma la pizzeria Pecci è molto di più che un semplice “bel panorama”: Roberto Pecci, il titolare della pizzeria, ha pasta, sugo e mozzarella nel Dna sin dalla più tenera infanzia, infatti la sua pizzeria è dagli anni settanta che “sfama” i pontremolesi con pizza, focaccia, farinata e – occasionalmente – anche patona e torta d’erbi. Ovvero da quando il padre Giovanni aprì il locale (inizialmente a Villafranca) sulle cui basi si è costruita l'attuale pizzeria, in cui è ben visibile l'originale spirito di pizzeria al taglio ma che già da parecchi anni offre i clienti la possibilità di sedersi al tavolo e di gustare con calma le delizie cotte da Roberto nel suo forno a legna. E la pizza ha una caratteristica ben precisa che la rende unica, viene servita in un tagliere grande al cui interno viene sfoderata una gigantesca pizza per due persone che crea un momento di convivialità e di condivisione ma ricordando anche «che ognuno può scegliere di condire la propria metà come preferisce».
Secondo Roberto gli aspetti che caratterizzano la sua produzione «sono la qualità dei prodotti e delle materia prime», con una interessante ricerca sui grani antichi e sui grani saraceni, di cui si fornisce da alcuni produttori locali. Nel menu si unisce la tradizione con proposte di pizza classiche a varietà con interessanti abbinamenti anche se comunque senza esagerare per il rispetto che comunque si deve alla "base storica della pizza".
Molto apprezzate sono anche le focacce, vuote o ripiene, che vengono preparate seguendo la ricetta ligure, dimostrando, una volta di più come Pontremoli, terra di passaggio e di confine, abbia assimilato numerosi e diverse influenze culturali: anche nella enogastronomia. E la focaccia ligure si sposa perfettamente con un altro cavallo di battaglia del locale pontremolese: la farinata (o cecina) che Roberto realizza secondo i canoni della tradizione «con una leggera patina croccante all'esterno, mentre il cuore deve rimanere morbido e quasi sciogliersi in bocca». —
Riccardo Sordi
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