Il dolore
Decreto Pillon, affidi e minori Un incontro per saperne di più
Coordinamento Donne del 7 Luglio, appuntamento domani alle 18 in biblioteca
carrara. Avvocato, esperto di diritto di famiglia, collaboratore de La Repubblica, carrarese e tra i primi a essere ascoltato in Commissione Giustizia in Senato e a muovere in quella sede, critiche tecniche al Decreto Pillon. Si tratta di Alessandro Simeone, anche componente del comitato scientifico del “Il familiarista.it” e del comitato direttivo nazionale di Aiaf (Associazione italiana Avvocati per la famiglia ed i minori), che sarà protagonista dell’incontro di domani alle 18 in Sala Gestri alla biblioteca comunale, organizzato da Coordinamento Donne del 7 Luglio di Carrara, per snocciolare e sviscerare il testo del decreto.
«Non possiamo abbassare la guardia: il decreto non è stato archiviato come si dice, ma sta proseguendo il suo iter parlamentare» denunciano a gran voce Milene Mucci e Claudia Bienaimé del movimento carrarese promotore dell’appuntamento: «C’è un quadro preoccupante: ci sono altri 7 disegni di legge, diversi tra loro, tutti presentati dalla stessa area politica, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia con il Decreto Pillon che porta la firma anche di alcuni senatori del M5s. Addirittura c’è un disegno presentato ad ottobre con cui si vorrebbe modificare l’art 1 del codice civile ed estendere la capacità giuridica dal neonato all’embrione - aggiungono - si vuole attaccare la libertà delle donne». A riprova del momento storico che staremmo vivendo, Bienaimé contesta la creazione di diverse case-famiglie alla ricerca di convenzioni con lo Stato e in cui si applicherebbero trattamenti psicologici per i casi di alienazione parentale: «Ma si tratta di una falsa patologia che da anni stanno cercando di avvallare come strumento per sottrarre i bimbi alle madri che stanno divorziando» ripete Bienaimé. Il punto nodale per Coordinamento Donne del 7 Luglio di Carrara, è il messaggio fatto passare secondo cui il Decreto introdurrebbe l’affido condiviso: «L’istituto già esiste e viene deciso, caso per caso, dal giudice mentre se entrasse in vigore il Decreto, entrerebbe in vigore un automatismo a cui il giudice non resterebbe che adeguarsi e che spartirebbe a metà la vita del bambino a prescindere dal contesto familiare vissuto: una follia» spiega Milene Mucci. «Il decreto impone la mediazione familiare a spese delle parti e guarda caso Pillon ha uno studio di mediazione familiare»- ricorda Claudia Bienaimé che invita i cittadini a partecipare all’incontro. —
Francesca Vatteroni
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