Il Tirreno

I NODI DELLA SANITà 

«Pronto soccorso, operatori allo stremo 14 medici fanno il lavoro di ventidue»

Tiziana Gori
«Pronto soccorso, operatori allo stremo 14 medici fanno il lavoro di ventidue»

Il primario Conti: «Grande senso di abnegazione, ma servono risposte». La Cgil: pochi due infermieri in più d’estate

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«Risultano 18 medici in organico, ma di fatto sono 14, tra malattie e i due in Lunigiana». Perché il lavoro al Pronto soccorso non sia un costante affanno con la sensazione che da un momento all’altro qualcosa possa andar storto, ne servirebbero «almeno ventidue».

Il professor Alberto Conti, primario del Dipartimento di emergenza – urgenza, ringrazia la professionalità dei medici, degli infermieri e degli Oss che lavorano al Noa e attende «con fiduciosa ma sospettosa attesa l’attivazione delle delibere regionali».

Non manca l’ironia, al professor Conti. La sua analisi è lucida, il suo appello pacato. Si augura che, dopo la presa d’atto dell’emergenza nei Pronto soccorso, e gli atti messi in campo dalla Regione, qualcosa cambi nel breve periodo. «Il che non vuol dire da ottobre in poi, perché in autunno troverebbero cadaveri. Quelli degli operatori sanitari». Altra ironia per sottolineare una verità amara: in molti non ce la fanno più, e i “progetti incentivanti” – i soldi in più una tantum – rischiano di non essere uno stimolo sufficiente.

Tanto per far capire, dal Pronto soccorso del Noa se ne sono andate due dottoresse negli ultimi mesi: «Una, ad agosto, aveva lavorato sette degli otto giorni di ferie che in teoria aveva a disposizione», spiega il primario. Nei Pronto soccorso lavorano sempre più donne: «È un lavoro che ammazza, i due terzi del personale sono composti da donne. Gli uomini, se possono, lo evitano. Il 50% del lavoro è notturno, nei fine settimana sei impegnato...»

Con due delibere presentate dall’assessore alla Sanità Stefania Saccardi, la Regione cerca di mettere in atto “azioni straordinarie” per risolvere la “grave sofferenza di organico del personale medico e infermieristico nei Pronto soccorso”. «I premi in denaro – dice Conti – andavano dati prima che i professionisti scappassero. Va bene anche il concorso pubblico – prosegue – ma sappiamo che i tempi per l’entrata in servizio sono lunghi e invece avremmo bisogno di risposte immediate. Si parla di neolaureati impiegati come forza lavoro, ma avranno bisogno di essere seguiti da tutor». L’auspicio è che i tempi delle risposte siano celeri: «A Massa – afferma Conti – reggiamo con 14 medici un modello di servizio che ad Empoli, con lo stesso numero di afflussi, sostengono in 26».

«Possiamo definire la situazione critica – gli fa eco Valerio Musetti, della Funzione pubblica Cgil – Tra i medici dovrebbero essere quantomeno sostituite due lunghe assenze. E poi ci sono i due dottori spostati in Lunigiana. Tra gli operatori socio sanitari abbiamo una gravidanza e un’aspettativa non sostituite». Con la direttrice dell’Asl Toscana Nord Ovest, Maria Letizia Casani, dev’essere affrontato «il nodo dell’organizzazione del lavoro per quanto riguarda gli oss. Non dovrebbero essere impiegati nei servizi di trasporto esterni al Pronto soccorso. Invece lo fanno, regolarmente. Portano i pazienti dall’emergenza-urgenza ai reparti. Andrebbe potenziato il trasporto interno, che c’è, è appaltato, ma con poco personale».

E poi gli infermieri: «Nel periodo estivo, dal 15 giugno al 15 settembre, l’Asl vuole mandare due infermieri interinali. Diciamo subito che non sono sufficienti». Dati alla mano, evidenzia Musetti, «nello stesso periodo oltre alle ferie avremo 350 ore di assenze per congedi parentali e per la legge 104».

«Il Noa è un ospedale nato infelice – afferma Claudio Salvadori (Uil) e il Pronto soccorso fa da parafulmine. La situazione è particolarmente critica per i medici, oggettivamente pochi per fronteggiare tutto il lavoro». –

Altro servizio a pag. 11

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