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napoli e le sue prelibatezze 

Arte partenopea al Molo Beverello E tra le pizze c’è il cappello di Totò

Francesca Vatteroni
Arte partenopea al Molo Beverello E tra le pizze c’è il cappello di Totò

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carrara. La classica pizza napoletana, quella che non è biscottata ma morbida, soffice e allo stesso tempo croccante, quella che solo dalle mani di un napoletano verace può prendere forma, la possiamo trovare solo al Ristorante Pizzeria Molo Beverello sul Viale Colombo e per questo non poteva sfuggire ai nostri lettori di “Viva la pizza” con cui ci vengono segnalate attraverso il coupon che si trova sul nostro quotidiano, le pizze più buone e gustose.

Chiunque voglia quindi può votare attraverso il coupon del nostro quotidiano, la pizza di Diego Del Gaudio, napoletano doc, che 8 anni ha aperto il locale Molo Beverello, proprio vicino alla sede dell’Autority Portuale, con cui cucina delle specialità che solo in alcune pizzerie di Napoli si possono mangiare.

«Ho lavorato con i maestri pizzaioli più importanti d’Italia - ha rivelato Diego Del Gaudio - come Giuseppe Pignalosa, uno dei primi tre pizzaioli al mondo e come Michele Triunfo della pizzeria Triunfo, una delle pizzerie storiche dove si fa la vecchia scuola della pizza: io faccio una trentina di pizze ma quindici di queste sono particolari, non si trovano da nessuna parte in Nord Italia e anche a Napoli non le sanno fare tutti: vengono da Genova e da Viareggio per venirle a mangiare da me».

E Diego, sorvegliato dall’alto da un ritratto del Napoli, nel preparare i suoi piatti tipici napoletani oltreché le pizze, mette prima di tutto tanto rigore: «Tutti gli ingredienti vengono rigorosamente da Napoli - premette - la farina è Caputo, i pelati sono della Fiammante. Anche la mozzarella di bufala, il fior di latte, le salsicce: tutto arriva da Napoli e l’impasto viene lavorato rigorosamente a mano, senza mattarello» spiega mentre prepara il forno (rigorosamente, ripete) a legna.

Tra le pizze particolari non poteva mancare Il cappello di Totò creato con due ripieni «Perché la pizza vera si fa così, non come quella fatta qua dove viene sfornata semplicemente una focaccia con sopra degli ingredienti» spiega Del Gaudio. Doppio ripieno, quindi: uno con ricotta, mozzarella e cotto e l’altro ripieno è composto da salame con provola e al centro pomodorini, provola e bufala.

Oppure c’è la pizza Stella, a forma di stella con cinque punte e cinque ripieni. Ma le più gettonate sono la Bufalina doc con salsiccia e friarielli (tipo cime di rapa) e la Diego con cinque ripieni in una pizza.

Ma non può mancare poi la pizza fritta: con ricotta, ciccioli, mozzarella, provola, pomodoro e pepe e poi fritta in padella. Ma la cucina di Del Gaudio abbraccia tutto il menù partenopeo: dall’impepata di cozze alle melanzane alla parmigiana (nate proprio a Napoli per chi non lo sapesse), al fritto Napoli, alla pastiera, al babà: «Per Pasqua abbiamo fatto il Casatiello, un dolce salato tipico di Napoli» continua Del Gaudio a cui allora chiediamo il segreto per infornare la vera pizza: «È la lievitazione con il lievito madre che deve avere il tempo di far crescere l’impasto in modo naturale» ha svelato. —
Francesca Vatteroni
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