Il Tirreno

lettera di crescini 

«Marconi non ha avuto il sostegno del direttivo»

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bagnone. “Tutto il PD è compatto nella scelta della mia ricandidatura – afferma Carletto Marconi – l’ultima riunione del direttivo, a parte il segretario Antonio Crescini dimissionario, ha riconosciuto nella mia figura l’unico che potesse raccogliere la sfida”.

Se è vero che la pubblicità è l’anima del commercio – replica Crescini in una lettera aperta agli iscritti e simpatizzanti Pd – qui siamo di fronte ad una pubblicità ingannevole. «È l’ennesima bugia del sindaco che vuole far passare l’idea che il segretario del circolo sia stato costretto alle dimissioni per la sfiducia del direttivo e degli iscritti. Semplicemente, questa non è la verità. L’assemblea del circolo, alla presenza del segretario provinciale Enzo Manenti, ha deliberato a maggioranza di non sostenere la candidatura a sindaco di Marconi. Subito dopo avere conosciuto la decisione, Marconi ha pensato gli facesse comodo non riconoscere il voto, negando di fatto la competenza e l’autorità dell’organo di partito, e ha inviato una sua mail agli iscritti contestando il voto. Si è letteralmente inventato un inesistente articolo dello Statuto del PD che avrebbe dovuto prevedere una percentuale del 70% per bloccare la sua candidatura e, a sostegno di questa, ha affermato di avere raccolto le firme di ben oltre i 2/3 degli iscritti. Altra bugia, le firme sono in numero notevolmente inferiore. Si arriva così alla riunione del 5 aprile in cui, sempre alla presenza del segretario provinciale, Marconi ribadisce la sua intenzione di candidarsi con una sua lista anche contro la volontà del partito. Il direttivo decide di non procedere ad altra votazione, ritenendo valida e attuale quella del 25 marzo. Iil partito non ha potuto che prendere atto della situazione così come Marconi l’ha imposta, non ritenendo utile per sè e per il paese l’eventuale decisione di presentare in contrapposizione una seconda lista sostenuta dal PD. Marconi è un candidato che non ha avuto a suo sostegno il voto del direttivo e che sfugge al confronto con l’assemblea di tutti gli iscritti. Questo è lo scenario in cui sono maturate le mie dimissioni da segretario del circolo del PD di Bagnone; non mi interessa certo sostenere novelli “podestà” che utilizzano i partiti come autobus sui quali salire e scendere alle fermate che fanno loro più comodo». –



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